E oggi scatta uno sciopero di due ore a turno

Proma spa, decisione dei sindacati che sollecitano controlli e maggiore sicurezza sul posto di lavoro
ATESSA. Due ore di sciopero. È la decisione dei sindacati a seguito dell'ennesima morte in fabbrica che strazia il mondo del lavoro a nemmeno un mese dall'inizio del nuovo anno. Roberto Caporale, 47 anni, da pochi mesi in Proma, secondo i primi racconti circolati tra colleghi e conoscenti, era molto esperto, scrupoloso e attento sul lavoro. La dinamica dell'incidente è ancora da verificare, ma la pressa è stata immediatamente posta sotto sequestro dagli inquirenti intervenuti sul posto. I colleghi della vittima e tutti i dipendenti della fabbrica, scioccati e provati da quanto accaduto, sono stati mandati immediatamente a casa dalla direzione aziendale. Il fermo produttivo è stato programmato anche per tutto il pomeriggio e il turno serale di ieri. Nelle ore immediatamente successive alla tragedia era ancora in fase di valutazione anche la ripresa delle attività per questa mattina. Tuttavia, in caso di ripartenza delle linee, si lavorerebbe sicuramente fuori dall'area coinvolta dall'incidente. Alla Proma, azienda metalmeccanica di una multinazionale con stabilimenti in tre continenti e e oltre 3mila dipendenti nel mondo, che si occupa di assemblaggio e stampaggio di componenti per autoveicoli, Roberto era arrivato poco più di un anno fa con contratto da somministrato, ovvero da una agenzia di somministrazione, la GiGroup. Prima di approdare alla Proma, che in Val di Sangro lavora da fornitore per Stellantis Europe Atessa con due stabilimenti e una settantina di operai, Roberto era stato dipendente alla Isringhausen, la fabbrica che produce sedili per i veicoli commerciali leggeri, sempre per il gruppo Stellantis. La sua morte, l'ennesima in Abruzzo sulle linee produttive di una fabbrica, ha immediatamente scatenato le reazioni dei sindacati. Fiom e Fim hanno dichiarato due ore sciopero in Proma alla fine di ogni turno. «Ancora un lavoratore precario che lavorava nella speranza di avere un posto fisso», commentano le direzioni di Fiom Cgil Chieti, Fim Abruzzo e Molise e le rsu/rls di Proma, «In Italia, gli incidenti sul luogo di lavoro non sono il risultato di eventi fatali, troppo frequentemente queste tragedie evidenziano la mancanza di adeguate misure preventive e di sistemi necessari per assicurare la protezione e la sicurezza dei lavoratori. Le condizioni di lavoro in molte aziende sono troppe volte trascurate, con scarsa considerazione per l'importanza della prevenzione. Le iniziative di sensibilizzazione riguardo alla sicurezza sul lavoro vengono spesso considerate costi invece che investimenti. È imperativo che la salute e la sicurezza siano prioritarie in tutti i contesti lavorativi per contrastare queste tragedie e rendere i lavoratori più forti nella difesa dei propri diritti».
«Il 2023 è stato un anno orribile per l’Abruzzo che è risultata la regione con il maggior incremento di morti sul lavoro rispetto al 2022, anno in cui era già aumentato il numero di morti rispetto al 2021», interviene l'Usb Abruzzo e Molise, «la politica deve intervenire e crediamo, come abbiamo proposto a tutti i gruppi consiliari regionali, che sia necessario potenziare gli organici degli enti di controllo delle Asl e attuare una loro riforma profonda per non lasciare scampo a chi non rispetta le regole. Alle aziende che violano le leggi sulla sicurezza va sospesa l’attività e prevedere dei controlli stringenti periodici: meglio lavoratori cassintegrati che morti. Ribadiamo con forza che bisogna introdurre un reato specifico nella legislazione: il reato di omicidio sul lavoro e lesioni gravi e gravissime».
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