E ora il caso Fontanelle arriva fino in Parlamento

I deputati Testa, Pagano e D’Alfonso convocati in commissione Sicurezza Pettinari: «Spingano il governo a mandare l’Esercito sulle strade della periferia»
PESCARA. Arriva fino in Parlamento la «guerra sociale» di Fontanelle. I deputati Guerino Testa di Fratelli d’Italia, Nazario Pagano di Forza Italia e Luciano D’Alfonso del Pd sono stati invitati a partecipare, lunedì alle ore 10, alla seduta della commissione comunale Sicurezza. L’amministrazione Masci lancia un sos al Parlamento dopo la vendetta di fuoco seguita ai primi due sfratti in via Caduti per Servizio. La proposta di chiamare in causa i parlamentari per spingere il governo Meloni a mandare l’Esercito a Pescara è del consigliere comunale civico Domenico Pettinari che parla di «emergenza conclamata»: Pettinari ha rilanciato l’allarme ieri in consiglio comunale e, di fronte al caso Fontanelle, centrodestra, centrosinistra e civici si sono detti d’accordo nel rivolgersi al Parlamento. Il consigliere FdI Roberto Carota, presidente della commissione Sicurezza, ha fatto già partire le convocazioni ai deputati.
«Dobbiamo pretendere che i parlamentari uniti chiedano e ottengano dai ministri dell’Interno e della Difesa la predisposizione di misure necessarie e urgentissime», dice Pettinari, «la prima consiste nel disporre l’invio di alcuni militari in ausilio alle forze dell’ordine per sorvegliare le zone calde della città con priorità assoluta in via Caduti per Servizio. La sorveglianza deve essere h24 con pattugliamenti rigorosamente a piedi per verificare che in questo maledetto fazzoletto di terra non si metta più a rischio la vita delle persone, soprattutto disabili e bambini che solo tre giorni fa hanno rischiato di morire carbonizzati nell’incendio appiccato da mani criminali a seguito degli sfratti. La seconda misura», continua il consigliere, «dovrebbe contemplare l’invio di più poliziotti e carabinieri perché, quando si verificano emergenze, tipo quella di giovedì sera, se vi sono poche pattuglie disponibili in città si rischia di destinarle tutte in un punto e far rimanere i restanti quadranti scoperti: per attuare questa ultima misura basterebbe elevare la questura a rango superiore».
Il consiglio comunale, il 28 agosto scorso, aveva approvato una mozione per chiedere l’intervento dell’Esercito ma dal ministro della Difesa Guido Crosetto non è ancora arrivata risposta: «Ora serve la decisione politica, basta tecnicismi: lo dico da tempo e non mi hanno creduto. Non serve più inviare una mozione alla Prefettura che deve poi inviarla a Roma per vedere se Roma risponde: i parlamentari pescaresi hanno il dovere di fornire risposte al proprio territorio, a maggior ragione parlamentari di maggioranza che governano il Paese, quindi anche le forze di polizia e l’Esercito».
Pettinari chiede controlli: «È assurdo sfrattare una famiglia e limitarsi a murare la porta lasciando l’appartamento vuoto e non assegnato per oltre 30 giorni. Fare così significa rischiare che l’abusivo rientri sfondando la porta. Se proprio il Comune non riesce nella riassegnazione immediata dell’alloggio a chi ne ha diritto (cosa che si dovrebbe sempre prediligere) deve necessariamente garantire la sorveglianza con la vigilanza privata fino a quando l’alloggio non si riassegna perché, in assenza di dispositivi governativi ad hoc, non si può pensare di avere volanti della polizia ferme davanti alle case popolari». (p.l.)

