E ora la Regione decide sul rinvio al 2027

7 Ottobre 2023

Dopo il 15 ottobre atteso il pronunciamento di Marsilio e Sospiri, ma sullo statuto non c’è accordo

PESCARA. C’è attesa per il pronunciamento dei vertici della Regione Abruzzo sul rinvio della fusione tra Pescara, Montesilvano e Spoltore al 2027. Dopo il 15 ottobre, il presidente Marco Marsilio (FdI) e il presidente del consiglio regionale Lorenzo Sospiri (Forza Italia) diranno se i tre Comuni hanno raggiunto gli obiettivi dettati per spostare l’unione di tre anni. Gli obiettivi riguardano l’approvazione della bozza di statuto entro il 30 settembre scorso e l’accorpamento di 5 funzioni considerate essenziali (Progettazione e programmazione per l’accesso a finanziamenti europei, Sportello unico telematico per le attività produttive Suap, Centrale unica di committenza Cuc, Protezione civile e Statistica). L’assemblea costitutiva, composta da tutti e tre i consigli comunali e guidata dal presidente pescarese Marcello Antonelli (Lega), ha approvato gli atti entro il termine del 30 settembre: dovrebbe essere scontato il via libera di Marsilio e Sospiri al rinvio della fusione al 2027.
Ma sullo statuto, cioè la “Costituzione” della nuova città, le visioni restano divergenti: il documento licenziato dall’assemblea con il voto favorevole di Montesilvano e Spoltore e il no di Pescara prevede che la città unica si chiamerà “Nuova Pescara” e sarà divisa in 4 municipi (Spoltore, Montesilvano, Castellamare e Porta Nuova). Spoltore avrà 12 consiglieri municipali mentre saranno 16 i consiglieri negli altri tre distaccamenti per un totale di 60. La bozza di statuto prevede anche gli assessori nei municipi, al massimo 4. Pescara, con un fronte unito tra maggioranza e opposizione, preme perché la città nuova continui a chiamarsi Pescara, per un taglio ai consiglieri municipali (al massimo 52) e no agli assessori decentrati.