«E ora più servizi ai residenti di Rancitelli»

19 Aprile 2023

Appello di don Max: sì all’abbattimento del Ferro di cavallo, ma qui servono le biblioteche e le scuole

PESCARA. «Speriamo che sia un nuovo inizio per gli abitanti, una nuova vita per la gente perbene di Rancitelli. Ma certo, l’abbattimento non basta anche se ha un grande valore simbolico: occorrono servizi utili alla comunità». All’indomani dell’avvio del cantiere per la demolizione del Ferro di Cavallo, il fortino della criminalità in via Tavo, ecco le opinioni di chi il quartiere lo respira ogni giorno, ci vive e lavora, don Massimiliano De Luca, parroco degli Angeli custodi; Teresa Ascione, preside del comprensivo 1, e Francesca Di Credico, presidente dell’associazione Per una nuova Rancitelli.
Plauso a Comune, Regione e Ater, gli enti che si sono adoperati per arrivare a questa «giornata storica» come l’hanno definita il presidente della Regione, Marco Marsilio, il presidente del consiglio regionale Lorenzo Sospiri e il sindaco Carlo Masci all’apertura del cantiere.
«Siamo tutti contenti per l’abbattimento», dice la preside Ascione, «speriamo che sia un nuovo inizio e una nuova vita per il quartiere, ma non basta: servono progetti che allontanino i ragazzi dalla criminalità». Come quelli messi in campo dal dirigente scolastico nei plessi del comprensivo 1, frequentati anche di pomeriggio, dalle ore 15 alle 18, da 600 studenti che fanno compiti, laboratori, calcio, pallavolo. «Il nostro obiettivo», dice Ascione, «è tenere la scuola aperta fino alle 20».
«Masci, Sospiri e Marsilio hanno mantenuto la promessa di abbattere il Ferro di Cavallo, Rancitelli è fatta di tanta gente perbene che ringrazia», puntualizza Di Credico, residente in via Osento, «ma il problema criminalità non è del tutto risolto: ci sono ancora i palazzi Clerico da ripulire, chi delinque occupa appartamenti in via Trigno, via Sacco, via Lago di Borgiano, via Lago di Capestrano. La nostra gente chiede che i milioni di euro per la ricostruzione servano a rinnovare gli edifici popolari che cascano a pezzi, senza contare gli immobili messi in vendita che non valgono più nulla. Pensiamo che sia sbagliato ricostruire altri alloggi: l’edilizia popolare va sparpagliata per non creare altri ghetti e altri fortini. Al Comune dico», prosegue, «costruite in via Tavo l’asilo che volete realizzare nel parco di via Fornace Bizzarri. Diventerà il simbolo della rinascita insieme al parco dell’Infanzia a cui hanno dato fuoco e che ora l’amministrazione vuole risistemare».
Va giù duro don Max, il prete coraggio di Rancitelli: «Lo stato d’animo della nostra gente non è positivo. Dopo la ricostruzione di 56 alloggi in via Tavo e una settantina in via Trigno, fra qualche anno, riavremo un nuovo Ferro di Cavallo se le case popolari non verranno spalmate in tutta la città, se non si smette di pensare a Rancitelli come ad una periferia e non si creano servizi, scuole, distaccamenti universitari e comunali, biblioteche, uffici Asl, in un luogo dove finora c’è stata solo assenza del bene. Quando nel 2018 dicevamo che qui c’era la mafia ci prendevano per pazzi. Grazie al prefetto e alle altre autorità presenti sul territorio, siamo arrivati a smantellare una organizzazione che, attenzione, non è ancora del tutto estirpata perché nel frattempo la criminalità ha comprato casa e si è radicata. Questo cancro deve essere curato».