E ora sul camioncino rubato parte la caccia alle impronte
PESCARA. Prima gli hanno bussato al finestrino e poi, coperti dalla testa ai piedi e armi in pugno, hanno spalancato la portiera del furgone, intimandogli con aria tutt'altro che rassicurante di...
PESCARA. Prima gli hanno bussato al finestrino e poi, coperti dalla testa ai piedi e armi in pugno, hanno spalancato la portiera del furgone, intimandogli con aria tutt'altro che rassicurante di scendere. «Scinn abbasc», gli hanno detto testualmente in dialetto napoletano. Quindi l’hanno scaraventato giù, a terra, per poi scappare a tutta velocità a bordo del camioncino.
Momenti interminabili di paura, ieri mattina, per il conducente e titolare di una ditta edile che si è ritrovato nel bel mezzo dell’assalto al portavalori, davanti alle Poste di via Tirino. Quella che doveva essere una normale e tranquilla mattinata di lavoro si è trasformata per lui in un incubo. Con il suo furgone, carico di attrezzi, stava percorrendo via Tirino quando quasi di fronte all’ufficio postale si è dovuto fermare per via del semaforo rosso. Proprio in quel preciso istante, stando anche a quanto visto da diverse persone, si è sentito bussare al vetro. Come si è girato, ha visto due uomini armati, uno più grosso e un altro più esile, i quali gli hanno detto, con un accento stretto del sud, di scendere, buttandolo giù dal mezzo. Mezzo che, fortunatamente, è stato poi recuperato di lì ad una mezzoretta lungo strada Colle San Donato. Tantissimo, comunque, lo spavento.
Sul furgone ora sono in corso accertamenti da parte dei carabinieri per verificare se ci siano tracce dei rapinatori. Allo stesso tempo, i militari dell’Arma stanno verificando se nella zona dove è stato abbandonato dai malviventi, che presumibilmente hanno poi proseguito la fuga a bordo di un altro mezzo, qualcuno abbia notato qualcosa. (a.d.f.)

