E ora vuole pagarsi la vigilanza privata
Ha una scorta, Pettinari? «No, mai avuta. Sto valutando di pagarmi la vigilanza privata. Mi fido delle istituzioni preposte alla sicurezza, in ogni caso. Sono ottimista, spero chi è deputato a...
Ha una scorta, Pettinari?
«No, mai avuta. Sto valutando di pagarmi la vigilanza privata. Mi fido delle istituzioni preposte alla sicurezza, in ogni caso. Sono ottimista, spero chi è deputato a proteggere l'incolumità dei cittadini, e anche la mia, sappia fare le giuste valutazioni. Ringrazio il Centro e tutta la stampa, siete una grande protezione per me».
Qual è il suo stato d'animo? «Mi sento solo, ho accanto i cittadini onesti, ma i vertici istituzionali mi vedono come uno che rompe gli equilibri, un disturbatore. Vorrei, invece, che chi fa politica come me, mi dicesse: facciamo insieme le stesse battaglie. Invece mi sento, mi fanno sentire, un emarginato del, e dal, sistema. Io sono un soldato in trincea, voglio andare sul campo a dare il mio contributo guardando i criminali negli occhi. Non è mia indole combattere da dietro una scrivania, anche se non dimentico i miei doveri istituzionali. Sulla scrivania in ufficio ho le foto di Falcone, Borsellino e Dalla Chiesa. Ritengo di avere di fronte un campo ostile, sono consapevole che ci sono pezzi delle istituzioni che non mi amano». (c.co.)
«No, mai avuta. Sto valutando di pagarmi la vigilanza privata. Mi fido delle istituzioni preposte alla sicurezza, in ogni caso. Sono ottimista, spero chi è deputato a proteggere l'incolumità dei cittadini, e anche la mia, sappia fare le giuste valutazioni. Ringrazio il Centro e tutta la stampa, siete una grande protezione per me».
Qual è il suo stato d'animo? «Mi sento solo, ho accanto i cittadini onesti, ma i vertici istituzionali mi vedono come uno che rompe gli equilibri, un disturbatore. Vorrei, invece, che chi fa politica come me, mi dicesse: facciamo insieme le stesse battaglie. Invece mi sento, mi fanno sentire, un emarginato del, e dal, sistema. Io sono un soldato in trincea, voglio andare sul campo a dare il mio contributo guardando i criminali negli occhi. Non è mia indole combattere da dietro una scrivania, anche se non dimentico i miei doveri istituzionali. Sulla scrivania in ufficio ho le foto di Falcone, Borsellino e Dalla Chiesa. Ritengo di avere di fronte un campo ostile, sono consapevole che ci sono pezzi delle istituzioni che non mi amano». (c.co.)

