E Paolini lancia l’allarme: «Rischio chiusura per lo scalo»
E proprio ieri, mentre a Pescara atterrava l’aereo con i braccianti, è stato sollevato, nella Conferenza delle Regioni, il tema del mancato rimborso dello Stato agli aeroporti rimasti aperti con...
E proprio ieri, mentre a Pescara atterrava l’aereo con i braccianti, è stato sollevato, nella Conferenza delle Regioni, il tema del mancato rimborso dello Stato agli aeroporti rimasti aperti con decreto durante il periodo di lockdown, compreso lo scalo abruzzese.
«Una situazione aggravata da quanto previsto dall'articolo 203 del Decreto legislativo di rilancio, che impone minimi contrattuali insostenibili per le compagnie aeree low - cost, rischiando di desertificare così tutti gli aeroporti italiani minori, compreso quello abruzzese», spiega il presidente della Saga, Enrico Paolini, «secondo quanto previsto tutti i vettori aerei e le imprese che operano ed impiegano personale sul territorio e che sono assoggettate a relative concessioni ed autorizzazioni, a pena di revoca delle stesse, devono applicare ai dipendenti con base di servizio in Italia, trattamenti retributivi non inferiori a quelli minimi stabiliti dal contratto del settore. Significa», conclude Paolini, «mettere in ginocchio gli aeroporti minori, con una forte presenza di compagnie aeree low-cost, Ryanair in primis». (m.p.)
«Una situazione aggravata da quanto previsto dall'articolo 203 del Decreto legislativo di rilancio, che impone minimi contrattuali insostenibili per le compagnie aeree low - cost, rischiando di desertificare così tutti gli aeroporti italiani minori, compreso quello abruzzese», spiega il presidente della Saga, Enrico Paolini, «secondo quanto previsto tutti i vettori aerei e le imprese che operano ed impiegano personale sul territorio e che sono assoggettate a relative concessioni ed autorizzazioni, a pena di revoca delle stesse, devono applicare ai dipendenti con base di servizio in Italia, trattamenti retributivi non inferiori a quelli minimi stabiliti dal contratto del settore. Significa», conclude Paolini, «mettere in ginocchio gli aeroporti minori, con una forte presenza di compagnie aeree low-cost, Ryanair in primis». (m.p.)

