«E pensare che i bagnini erano i re della spiaggia»

PESCARA. «Ho iniziato da ragazzino a fare il bagnino. A 11, 12 anni ero già in spiaggia e a 16 ho preso il brevetto con La Galla, alla piscina di Pinalba. Era il 1976, altri tempi». Enrico Tiberio,...
PESCARA. «Ho iniziato da ragazzino a fare il bagnino. A 11, 12 anni ero già in spiaggia e a 16 ho preso il brevetto con La Galla, alla piscina di Pinalba. Era il 1976, altri tempi». Enrico Tiberio, conosciuto come “la volpe” oggi ha 65 anni e il bagnino, a tempo perso, lo fa ancora.
Tiberio, perché la chiamano “la volpe”?
Così si chiamava il mio moscone, “La volpe”, e così mi hanno iniziato a chiamare. Ci portavo le turiste, le ragazze che conoscevo in spiaggia.
Tutte conquiste?
Più o meno. Diciamo che la moglie e le fidanzate che ho avuto le ho conosciute al mare.
Insomma, i bagnini all’epoca avevano vita facile con le donne, o no?
Effettivamente le ragazze ti cercavano. L’estate al mare il bagnino aveva il suo ruolo, era ammirato.
Allora ci dica quante fidanzate ha avuto.
Eh, meglio parlare solo di mia moglie, che purtroppo non c’è più, e delle fidanzate ufficiali: una francese e la mia compagna attuale, lituana.
Com’è cambiato il ruolo del bagnino negli anni?
È cambiato tutto. Completamente. Intanto le persone sono diventate più maleducate. Prima il bagnino era rispettato. Come mi diceva Eriberto, dove ho iniziato appena ragazzino, il bagnino era la persona più importante dello stabilimento, perché sapeva tutto e doveva saper fare tutto. E poi era un posto ambito anche economicamente. Io sono arrivato a prendere un milione e 200 mila lire al mese, erano soldi per un ragazzo.
Dove ha lavorato?
Da ragazzino, a 11, 12 anni ho iniziato ad aiutare in spiaggia Eriberto, poi alla Croce del sud quando ce l’aveva Piero Paci. E c’era Franco Miccoli che mi ha insegnato a fare tutto, anche con qualche scappellotto. Aprivo e chiudevo gli ombrelloni, preparavo le cabine, la spiaggia. Dalla mattina alla sera a fare i chilometri sotto al sole. D’inverno lavoravo per il bar Lucchi, come carrellista alla stazione, vendevo le bibite al passaggio dei treni. E quando Sergio Lucchi prese lo stabilimento Salina a Montesilvano dove sta ora “Gente di mare”, chiesi di andare a lavorarci d’estate. E lì ho imparato tutto. Poi a 23 anni sono passato al Tortuga. La notte lavoravo al night e di giorno sulla spiaggia. Era uno stabilimento molto riservato.
E poi?
Poi Quattro vele, San Marco, La Sirena, sono stato in diversi stabilimenti.
Ma perché, se è così faticoso, ha continuato?
Perché mi piace il mare.
E secondo lei perché il lavoro da bagnino oggi è sempre meno ambito?
Sono cambiati i tempi, i clienti e gli stessi ragazzi: lavorare dalla mattina alla sera sotto al sole, Ferragosto compreso, è tosto.
Ma lei a 65 anni lo fa ancora.
Sì, ma ancora per poco. Non si può fare più. L’anno prossimo smetto.
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