E per il San Massimo arrivano 12,5 milioni

18 Novembre 2016

Previsti l’ampliamento del pronto soccorso, della Terapia intensiva e della Cardiologia d’intervento

PENNE. L’ospedale San Massimo di Penne beneficerà di 12,5 milioni di euro per la ristrutturazione. La giunta regionale, martedì scorso, ha approvato lo schema di accordo di programma con il ministero della Salute per gli investimenti in edilizia sanitaria. L’investimento complessivo sarà di 284 milioni. L’intervento consisterà in un ampliamento del pronto soccorso, della Terapia intensiva e della Cardiologia di intervento, nella realizzazione di strutture nuove per l'alloggiamento Uta, in consistenti interventi per la messa a norma antisismica e della normativa antincendio, e nella dotazione di gas medicali ai reparti di degenza. I lavori dovrebbero partire già nel 2017. La buona notizia dell’investimento sul San Massimo ha una valenza positiva per la sopravvivenza dell’ospedale pennese. Una volta investiti così tanti soldi per la ristrutturazione, difficilmente il governo regionale deciderà di chiudere o depotenziare in maniera drastica la struttura. Il passaggio ad ospedale di area disagiata, con la perdita di molti posti letto e l’accorpamento dei reparti, è dunque una preoccupazione meno stringente per i pennesi e per tutti gli utenti del territorio vestino. Già la decisione del general manager della Asl di Pescara di sospendere la delibera di depotenziamento e poi il non pronunciamento del Tar di Pescara a seguito del ricorso presentato dal Comune di Penne avevano fatto sì che la rimodulazione dell'ospedale venisse ulteriormente allontanata. Ma non mancano le note negative. Alcuni reparti convivono da tanto tempo con gravi carenze di organico medico e infermieristico. La palestra riabilitativa, che nel 2000 contava 11 fisioterapisti, è andata avanti con 3 professionisti per anni e solo da qualche tempo è arrivata a disporre di 4 unità. L’organico complessivo dell’ospedale negli ultimi anni è sceso di circa 21 unità mediche e anche le dotazioni tecnologiche sono obsolete. La Radiologia, ad esempio, fa i conti con una Tac di vecchia concezione e un’apparecchiatura acquistata due anni fa, pagata 250 mila euro, ancora in magazzino e inutilizzabile dato che è necessaria una ristrutturazione e una messa a norma dal punto di vista sismico dei locali dove dovrebbe essere installata la sofisticata apparecchiatura. Ieri, come anche segnalato dal consigliere regionale di Forza Italia, Lorenzo Sospiri, si è registrata un’altra inefficienza nel Pennese. Gli utenti del Servizio distribuzione per pazienti diabetici, aperto solo 2 volte a settimana, tra cui il giovedì, che consente la consegna gratuita di aghi, apparecchi per la misurazione del diabete, garze e altro, ieri hanno trovato la porta chiusa con un cartello, posizionato senza alcun preavviso, ad annunciare la chiusura per inventario.

Francesco Bellante