E per la bonifica si riapre uno spiraglio

Il 17 maggio la commissione Via decide se i tempi si allungheranno ancora di un anno oppure no
PESCARA. Per la bonifica della Tre Monti di Bussi, 130mila metri cubi di terreno contaminato al centro del processo per la discarica dei veleni, si è riaperto uno spiraglio. Anzi di più. E’ notizia dell’ultim’ora, infatti, che il 17 maggio prossimo la commissione Via (valutazione di impatto ambientale) della Regione prenderà una decisione importante da cui dipenderanno i tempi della rimozione dei rifiuti e cioè se avverrà tra un anno o subito.
E’ stato il dirigente regionale dei rifiuti, Franco Gerardini, a scrivere un paio di giorni fa al collega del servizio Via della Regione, Domenico Longhi, per rimettere nelle sue mani una vera e propria patata bollente: la decisione finale sulla necessità di esprimere un parere di Valutazione di impatto ambientale prima della bonifica della discarica Tre Monti.
Incalzato dal Ministero dell’Ambiente, Gerardini, quasi un mese fa, aveva deciso di imporre la Via alle operazioni che la società Edison dovrebbe avviare. Ma subito dopo la determina del dirigente, il Forum H20 di Augusto De Sanctis era intervenuto in maniera molto critica sostenendo che non spettasse al dirigente regionale quella decisione che di fatto fa slittare al 2019 le operazioni di rimozioni attese da oltre 11 anni. «È a tutti evidente che qui si tratta di smantellare una discarica abusiva portando via i rifiuti, non certo di costruirne una (ex post) o di modificarne una esistente facendo permanere in loco i rifiuti!», aveva scritto l’ambientalista. «Se la logica non è un'opinione, se l'intervento in questione rientrasse nella categoria suddetta, a fine intervento noi dovremmo trovare sul posto una discarica. Come sappiamo con il progetto si intende asportare tutta la massa dei rifiuti speciali. Pertanto manca proprio il presupposto legale per poter sostenere di dover assoggettare tale intervento alle procedure di Via», aveva concluso De Sanctis. Non è un vero e proprio dietrofront ma potremmo definirlo un ripensamento quello messo in atto da Gerardini che, mandando indietro le lancette dell’orologio, si è spogliato della decisione che il ministero dell’Ambiente lo aveva spinto a prendere, e l’ha rimessa nelle mani di Longhi per fargliela portare all’attenzione della commissione Via, coordinata dal dg della Regione, Vincenzo Rivera. Che il 17 deciderà se allungare i tempi oppure no. (l.c.)

