E per la scuola l’opportunità in più

Insegnanti dell’infanzia e bidelli, sono lavori ritenuti gravosi: a casa già a 63 anni
L'AQUILA. Gli insegnati di scuola dell'infanzia e i bidelli sono tra le categorie di lavori gravosi individuate dall’Inail che rientrano nella lista delle nuove 27 professioni che avranno diritto all’Ape sociale nella riforma pensionistica del 2022.
Il Governo sta lavorando ad un ampliamento delle categorie di mansioni che potrebbero essere ritenute gravose e avere diritto, quindi, alla pensione con l’Ape sociale al raggiungimento dei 63 anni di età. In un primo tempo, nell'elenco erano stati inseriti anche gli insegnanti della scuola primaria, che sono poi stati definitivamente esclusi.
Per l'ufficialità si dovrà attendere, comunque, la pubblicazione dell'elenco definito dal Governo che rimodula i lavori gravosi e usuranti, definendo il nuovo perimetro l'azione, con la possibilità di accesso all'Ape sociale, che prevede tra i requisiti, oltre a quello anagrafico dei 63 anni anche 36 di contributi e aver svolto una mansione gravosa per almeno 6 anni negli ultimi dieci. L'Ape sociale è un’indennità erogata per 12 mesi direttamente dall’Inps e non può essere superiore a 1.500 euro lordi.
Vi possono accedere i disoccupati senza ammortizzatori con 30 anni di contributi, lavoratori con 30 anni di contributi che assistono familiari con disabilità grave, lavoratori con 30 anni di contributi che presentano un grado di invalidità superiore o pari al 74 per cento e lavoratori con 36 anni di contributi che svolgono un lavoro ritenuto pensate, come nel caso di scuola dell'infanzia e bidelli. (m.p.)

