E per le allergie il reparto è ridotto all’osso

Il servizio concentrato in un’unica stanza. Foschi: «Lunghe liste d’attesa, impossibile eseguire i test»
PESCARA. È in difficoltà il reparto di Allergologia al settimo piano dell’ospedale. Per Armando Foschi, esponente di Pescara Mi piace, la situazione è grave e il reparto è stato «totalmente smantellato, da un mese sono state sospese e annullate le attività ambulatoriali, impossibile eseguire i test prenotati un anno prima, tanto è lunga la lista d’attesa». Foschi attacca la Asl dopo aver effettuato un «sopralluogo in reparto», settimo piano dell’ospedale civile, e scoperto che «delle tre stanze assegnate ad Allergologia, due sono state requisite come degenza per altri reparti» (vi sarebbero ospitati pazienti provenienti da Medicina) e «di fatto Allergologia ha dovuto sfruttare la terza e unica stanza rimasta come magazzino, ficcandoci dentro tutto il materiale, scrivanie, computer, macchine per i test, costretta a fermare ogni attività non potendo garantire la salubrità degli spazi a tutela dei pazienti».
Foschi grida allo scandalo di un «reparto cancellato nel silenzio e per scellerata decisione della Asl». E chiede dunque che la situazione «venga sottoposta all’attenzione delle istituzioni» e che «il reparto venga ripristinato al più presto». Altre fonti sostengono che il reparto di Allergologia funziona, ma a mezzo servizio. Le funzionalità sono ridotte all’osso con mezzi e personale, ma le attività procedono, seppure a rilento. Una stanzetta con paravento, come mostra l’immagine a lato, sarebbe adibita al ricevimento dei pazienti. Molti dei quali hanno deciso di rivolgersi ai professionisti privati, le cui parcelle, però, hanno costi superiori ai 46 euro di ticket che normalmente si pagano alla sanità pubblica. E poi, c’è da considerare il fatto che alcune prestazioni, quelle gravate da rischi di reazioni anafilattiche, non possono essere effettuate negli ambulatori privati, ma necessitano della Rianimazione ospedaliera.

