E Pescara ride con il grande Totò

25 Maggio 2017

Serata al Flaiano per raccontare l’attore e i suoi compagni di strada abruzzesi

PESCARA. Non si dimentica chi ci ha fatto ridere e ridere e poi ridere ancora, con la stessa battuta, con la stessa espressione del viso. Ogni volta, fino alle lacrime. Non si dimentica Totò. E la sala piena dell’Auditorium Flaiano venerdì scorso per l’omaggio ad Antonio De Curtis principe della risata, a cura dell’associazione culturale La Nave di Cascella con il suo presidente Silvano Console, ne è il segno evidente.
Alla manifestazione promossa a Pescara per i cinquanta anni dalla morte di Totò è stato dato volutamente un taglio “abruzzese” - il titolo scelto è stato “Totò, Flaiano, Cicognini e gli abruzzesi” - perché sono stati in diversi venuti da questa terra che con il grande attore partenopeo hanno percorso un lungo tratto di strada, artistica e non solo, contribuendo a generare quell’epoca d’oro irripetibile del cinema italiano che va dal Dopoguerra agli anni Sessanta.
L’età media del pubblico in sala è adulta, formata principalmente da quei fortunati che con la comicità di Totò sono cresciuti, ma non mancano i giovani che magari lo hanno conosciuto imbattendosi nei suoi video su Youtube o nei suio film in bianco e nero che danno a tarda notte su piccole tv. La manifestazione doveva avere ospiti speciali che hanno conosciuto o studiato il Principe. Ma Renzo Arbore «attraversa un brutto momento dopo la morte di Gianni Buoncompagni» e all’ultimo momento ha dato forfait, idem Enrico Vaime che ha problemi di salute che non gli consentono di spostarsi, così Enrico Vanzina, figlio di Steno che con Totò, in coregia con Mario Monicelli, girò i suoi migliori film, Ninetto Davoli, a fianco dell’attore partenopeo in “Uccellacci Uccellini”. Giulia Rubini, l’attrice pescarese che molti ricorderanno nell’esilarante “La banda degli onesti” in cui interpreta Marcella, figlia di Peppino Lo Turco (Peppino De Filippo) ha inviato un bellissimo video con i suoi ricordi sulla scena e fuori accanto a Totò. Non ha voluto mancare invece Germano D’Aurelio, in arte e per tutti ’Nduccio, comico in grande affinità con la comicità di Totò e autentico mattatore della serata. Che ha dunque composto il quadro che incastona Antonio De Curtis tra i grandi Abruzzesi del cinema, della letteratura e della musica. Da Ennio Flaiano che scrisse e sceneggiò alcune delle migliori pellicole di Totò, come il censuratissimo, all’epoca, “Totò e Carolina”, o “Guardie e ladri”, per citarne un paio, o il musicista pescarese Alessandro Cicognini che musicò gli indimenticabili di Totò con regia di Steno, Monicelli, Mastrocinque. E ancora un’altra attrice importante, Maria Pia Casillo, aquilana di San Pio delle Camere, indimenticabile fidanzata di Sordi in “Un americano a Roma”, al fianco del Principe in “Totò Peppino e i Fuorilegge”, di Mastrocinque.
Sul palco Console, ’Nduccio, attori del gruppo teatrale Il Mosaico, il regista Luigi Ciavarelli, Assunta Dezio madrina e presentatrice della serata, si sono rilanciati battute formidabili di Totò, intervallate da filmati sul grande schermo alle loro spalle con spezzoni di film e di interviste di Totò, omaggi come appunto quello di Giulia Rubini, risaltandone l’ironia attuale e immortale.
E così, ecco i ringraziamenti d’obbligo ad assessori e consiglieri che hanno consentito e patrocinato l’omaggio al teatro d’Annunzio trasformati in sonore prese in giro della classe politica attraverso le immagini e le parole di Totò alias Antonio La Trippa nel mitico comizio elettorale del film “Gli onorevoli” (1963) diretto da Sergio Corbucci e interpretato da, Gino Cervi, Walter Chiari, Franca Valeri, Stelvio Rosi, Peppino De Filippo e Aroldo Tieri. E gli strafalcioni linguistici e storici dei big della politica di oggi trovano archetipi in quelli voluti e saporitissimi del Principe (uno per tutti:«Certo che parlo inglese, ma non subito») o nel latino maccheronico di “Totò Sceicco”. Poi la leggerezza acuta delle battute sulle donne («La donna è mobile e io sono mobiliere», «Le mi spoglia con quegli occhi, spogliatoio»). Insomma l’attualità diventa canovaccio su cui ritessere la trama comica di Antonio De Curtis. E il pubblico si diverte. Recita versi de “A livella” e si commuove ascoltando Giacomo Croce che, imbracciata la chitarra, intona una struggente “Malafemmena”. In molti canticchiano sulle poltrone, applaudendo in finale l’inedito dedicato a Totò che il cantante pescarese propone. Quando scende il sipario il pubblico va via con il sorriso. Totò regala ancora allegria.
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