E Ruggieri smonta il salva-truffa

11 Aprile 2019

Parla l’avvocato del Codacons e degli obbligazionisti beffati della ex Carichieti

PESCARA . Restituire tutto a tutti quei cittadini che hanno perso i risparmi di una vita a seguito della “risoluzione” delle banche, tra cui la ex Carichieti e Banca Etruria. A parlare è l’avvocato Vittorio Ruggieri, vicecoordinatore regionale del Codacons Abruzzo, associazione a cui si sono rivolti una settantina di obbligazionisti subordinati coinvolti nella risoluzione della Carichieti. «La querelle a cui stiamo assistendo in questi ultimi giorni che vede protagonista il ministro Tria e altri autorevoli esponenti del governo Conte sa di qualcosa di già visto. Era marzo del 2016 quando l’allora presidente del consiglio Matteo Renzi, in una nota trasmissione condotta da Barbara D’Urso assunse pubblicamente l’impegno di restituire a tutti gli obbligazionisti subordinati coinvolti dalla nota vicenda della risoluzione delle 4 banche avvenuta il 15 novembre 2016, l’intero ammontare dei loro risparmi investiti». Una cifra, sottolinea Ruggieri, «che nel giro di un mese diventò l’80% a quelli che avevano o un reddito inferiore a 35mila euro, o un patrimonio mobiliare inferiore a 100mila euro, attraverso la richiesta dell’indennizzo forfettario al Fondo Interbancario Tutela dei Depositi. Per gli altri, con i 100 milioni di euro stanziati nella legge di bilancio 2015, fu messo in piedi un arbitrato irrituale che si sta tuttora svolgendo davanti all’Anac». Insomma, niente di nuovo nella proposta inserita di recente nel Def per il risarcimento dei cittadini danneggiati.
«Cambia il governo, con l’insediamento del professor Conte», aggiunge l’avvocato, «e la storia si ripete: il restituiremo tutto a tutti delle dichiarazioni rese appena insediato il governo, con il gesto simbolico del Presidente del Consiglio di ricevere pubblicamente una delegazione dei truffati delle banche, questa volta per opera del ministro Tria ridiventa in questi giorni restituiremo il 95% agli obbligazionisti che hanno un reddito inferiore a 35mila euro o un patrimonio mobiliare inferiore a 100mila euro, mentre per gli altri nuova procedura arbitrale, questa volta gestita dal Mef». Il vice coordinatore del Codacons chiede al al governo «un gesto di coraggio che vada in controtendenza con tutto quello che è accaduto fino a oggi. Se infatti partiamo dall’assunto che le obbligazioni subordinate sono strumenti finanziari che per la loro complessità non andavano immessi nel mercato retail (quello dei piccoli risparmiatori per intenderci), come ebbe modo di dichiarare anche l’allora commissario europeo, la soluzione non può che essere una sola: restituire tutto a tutti. A differenza di tutto quello che si sente dire, infatti, non parliamo affatto di speculatori, ma di piccoli risparmiatori “imbrogliati”, tirati dentro in una delle pagine più nere della tutela del risparmio in Italia . Ricordiamo infatti che tra le persone che si sono rivolte alla nostra associazione ci sono quelli che avevano investito il tfr, i risparmi per far sposare un figlio, i proventi di una eredità, il risarcimento per la perdita di un caro e via dicendo. Tutte storie che dimostrano in maniera inconfutabile che non vi era alcuna intenzione speculativa nell’investimento». (c.s.)