E scoppia la bagarre sugli stipendi

24 Ottobre 2020

Aumenti ai dirigenti. Pettinari, Scoccia e il Pd: «È inaccettabile»

L’AQUILA. È polemica sull’aumento degli stipendi ai dirigenti regionali, proprio nel pieno della pandemia. È di 69mila 750 euro per tredici mensilità la cifra prevista nella delibera approvata dalla giunta l’8 ottobre scorso, che ha fatto saltare dalla sedia il vice presidente del consiglio regionale, Domenico Pettinari, che ha parlato di «un’operazione che va in contrasto con ogni forma di buon senso. Ci sono direttori che vedranno aumentare la retribuzione di posizione da circa 50 mila, a oltre 69mila euro. Ma non è finita qui, questo aumento», spiega Pettinari, «è addirittura retroattivo, con decorrenza dal 29 maggio scorso. Tutto questo è inaccettabile: aumentare, così, i costi dell’ente, mentre ci sono famiglie che lottano ogni giorno con la precarietà e con la necessità di contare ogni centesimo è squalificante per chi dovrebbe rappresentarne una guida istituzionale».
Critico anche il centrosinistra: «Alla fine gli aumenti annunciati, ritirati, poi smentiti da Guido Quintino Liris ad aprile scorso, sono stati approvati dalla giunta regionale abruzzese di centrodestra, confermando la piena tendenza a pensare alle poltrone più che ai servizi», lamentano i consiglieri di centrosinistra dei gruppi Pd, Legnini Presidente, Abruzzo in Comune e Gruppo Misto. «In questo modo, mentre la comunità abruzzese aspetta ore all’aperto per fare i tamponi, in un momento in cui tante sono le fatiche a carico delle strutture sanitarie», dicono, «con l’appesantirsi della nuova emergenza Covid, gli otto direttori passeranno a un’indennità di funzione di circa 70 mila euro. Un atto tecnico, visto che per i dirigenti era stato già fatto, ma che brutto segnale per la cittadinanza che non ha ancora ricevuto tutti i fondi che la Regione ha detto che sarebbero arrivati a ristoro del lockdown».
Sull’argomento interviene anche il consigliere regionale, Marianna Scoccia. «Mentre il sistema sanitario è al limite del collasso», spiega, «e gli abruzzesi attendono le misure economiche di sostegno promesse e che risultano, in larga parte, completamente disattese, Fratelli d'Italia, Fi e Lega hanno pensato di aumentare poltrone e stipendi ai direttori. È sconfortante e inaccettabile assistere ad uno scempio di tali dimensioni». (m.p.)