E sei mesi fa Giulia morì allo stesso modo

Resta il giallo sulla tragica fine della 19enne di Tortoreto finita giù da un altro viadotto autostradale
SANT’ANGELO. La morte in autostrada della 38enne di Marina di Città Sant’Angelo rimanda ad altre morti analoghe, che hanno scosso l’opinione pubblica. L’ultima, in ordine di tempo, è avvenuta appena tre giorni fa a Modena, dove si è tolto la vita un trentenne che ha raggiunto un cavalcavia della A1 e si è lasciato andare, per poi essere investito da diversi mezzi.
Un altro episodio su cui si sta ancora indagando è quello che riguarda Giulia Di Sabatino, la 19enne di Tortoreto precipitata dal viadotto dell'A14 la notte del primo settembre scorso. La procura ha aperto un fascicolo per istigazione al suicidio e sono due gli indagati: l'uomo di 41 anni che quella sera diede un passaggio alla 19enne, accompagnandola in scooter per un tratto di strada dopo averla incontrata vicino al bowling, e il ragazzo di 25 anni che l'accompagnò vicino al cavalcavia con la sua Panda rossa.
Quest'ultimo, incensurato, ha raccontato di aver trascorso la serata con Giulia Di Sabatino, che non conosceva prima, e di aver avuto con lei un rapporto sessuale ma ha escluso di aver ceduto sostanze stupefacenti alla giovane. Questa versione non ha convinto la madre della ragazza: per lei, la figlia non avrebbe mai accettato un passaggio da uno sconosciuto.
Nelle scorse settimane, per fare luce su questa morte, sono stati disposti degli esami tossicologici per capire se la 19enne abbia assunto droga, prima di morire, e hanno preso il via gli accertamenti sul telefonino della 19enne, che quella sera aveva lasciato il cellulare a casa, oltre che sui computer dei due indagati. I genitori della ragazza non hanno mai creduto che la 19enne abbia deciso di togliersi la vita e hanno lanciato degli appelli, volendo sapere cosa ci sia dietro la misteriosa fine di Giulia.
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