E si accende la polemica sull’area di risulta

D’Alfonso contro la realizzazione della sede della Regione. E Sospiri: si farà con buona pace del Pd
PESCARA. La realizzazione della sede della Regione nell’area di risulta, dove nascerà anche un parco centrale, per il momento di circa tre ettari, torna ad accendere il dibattito politico in città.
Dopo l'intervento del vice presidente del consiglio regionale Antonio Blasioli, che annuncia una mobilitazione anche in vista del maxi mutuo da 50 milioni di euro, arrivano le precisazioni del deputato Pd Luciano D'Alfonso, che ribadisce le ragioni per cui il progetto dell'amministrazione Masci e del presidente della Regione Marco Marsilio non è in linea con l'idea di una città pronta a espandersi. «Le delibere di collocazione urbanistica del 1993, del 1998, del 2003 e del 2008 hanno sempre situato la cittadella delle amministrazioni (della vecchia e della nuova Pescara) lungo l’asse della Tiburtina», sottolinea D’Alfonso. «Il progetto va a ledere la funzione culturale del luogo, riducendo il verde e aumentando il consumo di suolo pubblico». Per il parlamentare dem «si perde inoltre l’occasione di riqualificare il quartiere di Villa del Fuoco».
Il presidente del consiglio regionale Lorenzo Sospiri, dal canto suo, rilancia: «La nuova sede della Regione Abruzzo a Pescara si farà e verrà costruita sulle aree di risulta dell’ex stazione ferroviaria, con buona pace del consigliere regionale Blasioli e del Pd. Parliamo di una sede che sarà un attrattore pubblico. Sull’opera la Regione investirà ben 52 milioni di euro complessivi, 18 milioni di euro già pronti ed erogati, 34 milioni di euro di risorse del Fondo di Sviluppo e coesione in itinere». In base a quanto spiega il presidente del consiglio regionale, nel nuovo edificio verranno accorpati tutti gli uffici regionali sparsi sul territorio, ad eccezione, almeno per ora, di quelli della presidenza del consiglio regionale e dei gruppi consiliari che hanno una propria sede di proprietà in piazza Unione.
Anche la consigliera comunale Simona Barba, di Alleanza Verdi e Sinistra italiana più Radici in Comune, interviene sull'argomento presentando un'interrogazione nel corso della seduta consiliare di ieri. In particolare, al sindaco Carlo Masci chiede di precisare nel dettaglio quanti ettari saranno destinati al verde nell’intera area di risulta e non solo nel parco centrale, che in base a un accordo sarà finanziato dalla fondazione PescarAbruzzo. Vaga la risposta del primo cittadino, che dice: «Ci sarà di sicuro molto più verde di quanto previsto nel precedente progetto dell’amministrazione Alessandrini».
Sulla riqualificazione dell’area di risulta il parlamentare D’Alfonso precisa: «Vanno create una grande zona verde di 80mila metri quadrati, una struttura culturale che funga da simbolo per la nuova città, la fluidità stradale per i prossimi cento anni. C’è anche una questione economica: se continuiamo a non utilizzarli, i soldi per le aree di risulta (ereditati dall'amministrazione regionale che ho guidato) perderanno capacità realizzativa. Si reperiscano risorse ulteriori della finanza pubblica e fondi provenienti dal libero mercato attraverso strumenti idonei, per cercare di arrivare a una copertura di almeno 100 milioni di euro».(s.d.v.)
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