E un altro marito va in cella. «È pericoloso»

13 Gennaio 2024

Crecchio: rompe il braccialetto elettronico e raggiunge la moglie che maltrattava, bloccato dai carabinieri

CRECCHIO. Distrugge il braccialetto elettronico, scappa dai domiciliari e cerca di entrare nella nuova casa della moglie che lo ha già denunciato per maltrattamenti. Si può riassumere così la giornata di follia di Viorel Vasile Boboluta, romeno di 43 anni, arrestato a Crecchio dai carabinieri del nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Ortona con le accuse di evasione e danneggiamento. Dopo l’udienza di ieri mattina in tribunale a Chieti, il giudice Andrea Di Berardino – su richiesta del sostituto procuratore Lucia Anna Campo, titolare del fascicolo sui maltrattamenti – ha aggravato la misura cautelare disponendo il carcere per il marito violento, ora rinchiuso nella casa circondariale di Madonna del Freddo.
Il giudice parla di «comportamento criminale di Boboluta, ormai incontenibile e privo di qualsiasi freno inibitore non solo verso la sicurezza pubblica messa a repentaglio dalla rottura del braccialetto, ma soprattutto verso l’ossessione possessiva nei riguardi della moglie, nuovamente cercata in stato di ubriachezza». Si tratta dunque di un episodio «di estrema gravità, che certifica definitivamente l’assoluta inidoneità di misure diverse da quella carceraria, consolidando il giudizio di pericolosità già espresso nell’ordinanza cautelare e nel successivo rigetto dell’istanza di revoca».
Tutto è cominciato poco prima delle sei del pomeriggio di giovedì, quando l’indagato ha tagliato la cavigliera elettronica, come constatato dai carabinieri che si sono precipitati nella sua casa di Crecchio dopo aver ricevuto la segnalazione dall’allarme del dispositivo. Inizialmente i militari hanno trovato il quarantatreenne nell’abitazione e notato come quest’ultimo avesse poi dissimulato la rottura del braccialetto utilizzando del nastro adesivo per tenerne insieme i pezzi, verosimilmente nel tentativo di eludere i controlli qualora gli fosse stato chiesto di mostrare l’apparecchio.
Più tardi, precisamente alle 22.27, i carabinieri sono stati allertati dalla moglie di Boboluta, poiché il marito si era presentato alla sua porta bussando insistentemente e cercando di entrare in casa, tanto che lei si era dovuta barricare all’interno. Al loro arrivo, i militari hanno trovato in strada la donna che, spaventata, ha riferito come il marito si fosse allontanato a bordo della sua automobile. Poco dopo, i carabinieri – su disposizione del sostituto procuratore Giancarlo Ciani – lo hanno arrestato mentre procedeva a fari spenti verso casa, peraltro ubriaco.
Boboluta, difeso dall’avvocato Massimiliano Ceddia, nel corso dell’interrogatorio davanti al giudice Maurizio Sacco e al pm d’aula Natascia Troiano, ha ammesso di essere evaso negando però di aver raggiunto la nuova abitazione della moglie. (g.let.)
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