Ecco cosa prevede l’intesa nazionale Stato-Regioni

PESCARA . L’obiettivo è la presa in carico “globale” della persona con Asd (il disturbo dello spettro autistico), attraverso il potenziamento della rete dei servizi di diagnosi e cura, uniformando l’o...
PESCARA . L’obiettivo è la presa in carico “globale” della persona con Asd (il disturbo dello spettro autistico), attraverso il potenziamento della rete dei servizi di diagnosi e cura, uniformando l’offerta sull’intero territorio nazionale. È quanto prevede l’intesa sottoscritta dalla Conferenza Stato-Regioni che nel 2018 ha aggiornato le linee di indirizzo per la promozione e il miglioramento della qualità degli interventi assistenziali rivolti alle persone nello spettro autistico in tutte le età della vita. Il documento prevede una serie di azioni, che partono dalla ricognizione aggiornata dell’offerta socio-sanitaria e dalla realizzazione di un database all’interno dell’Osservatorio nazionale per il monitoraggio dell’Asd. Il sistema informatico raccoglierà i dati provenienti dalle varie regioni, integrandoli con quelli dei servizi sociali e degli uffici scolastici.
«La diagnosi e l’intervento precoci», si legge nell’intesa, «sono considerati obiettivi cruciali per favorire positivamente l’evoluzione, l'inclusione e il miglioramento della qualità della vita delle persone nello spettro autistico e delle loro famiglie». Sono stati previsti interventi di sensibilizzazione della popolazione affinché vengano riconosciuti i sintomi precoci del disturbo. Altro obiettivo fondamentale dell’intesa è la presa in carico della persona con Asd e della sua famiglia perché venga identificato il percorso più appropriato sulla base dei singoli bisogni. Nel protocollo, anche la «promozione di un’azione programmatica regionale che preveda il monitoraggio dello sviluppo dei bambini ad alto rischio (per esempio fratellini di bambini con Asd, nati prematuri, nati piccoli per età gestazionale. È auspicabile», raccomanda l’intesa, «un livello di monitoraggio nazionale per l’implementazione di questa azione secondo criteri condivisi e standardizzati».
Anche nel protocollo nazionale è prevista la formazione di équipe multidisciplinari, anche per l’età adulta, tali da considerare tutti gli aspetti, da quelli medici ai contesti di vita delle persone, alle loro aspettative e preferenze. Inoltre, è previsto la promozione di un sistema integrato dei servizi sanitari, sociali ed educativi in grado di gestire la delicata fase del passaggio tra età evolutiva ed età adulta. (a.bag.)

