Ecco gli amici del Meeting: la palestra come un salotto

Dopo 20 anni, si ritrovano a cena i frequentatori della struttura chiusa da tempo A chiamarli, l’ex titolare Patacca: «Ci si allenava prima di tutto per stare insieme»
PESCARA. «Eravamo molto più in forma noi vent’anni fa, che andavano in palestra per il piacere di stare insieme, di quelli che fanno l’Ironman oggi: lavorano come pazzi per un periodo, e poi l’anno dopo si fermano».
“Noi” sta per quelli che negli anni Novanta erano giovani tra i 20 e i 30 anni e che all’epoca, tra le prime palestre che iniziavano a nascere e a moltiplicarsi in quella Pescara vincente e spensierata, frequentavano il Meeting di via Galliani, tra via Gobetti e via Puccini. A parlare è Claudio Patacca, il titolare di quella palestra (aperta nel 1989 e chiusa nel 2004 con Antonella Mastrangelo, scomparsa l’anno scorso) che quei “ragazzi” li ha rincontrati qualche settimana fa in una cena amarcord dove, racconta, «il tempo sembrava essersi fermato»
«Niente a che vedere con le cene fra vecchi compagni di classe», racconta Patacca, oggi nutrizionista e personal trainer alla soglia dei 60 anni e con un libro in uscita a novembre su salute, forma fisica e gusto, «la cosa bella è stata rivedersi dopo vent’anni e trovarsi tutti in forma o quasi, con qualche rughetta in più, ma con la stessa tonicità e lo stesso spirito di allora. E per questo gliel’ho detto pubblicamente: siete la mia gioia».
Quasi una sessantina quelli che hanno risposto con la presenza all’iniziativa messa in piedi da Patacca con alcuni di quegli ex allievi diventati amici storici. «Da solo non avrei potuto rintracciare tutti», racconta, «con molti di loro non ci rivedevamo da oltre vent’anni. Ce l’abbiamo fatta anche se, potendo venire tutti quelli che hanno risposto entusiasti, saremmo arrivati a cento». Troppi ricordi e troppo tempo passato insieme nella palestra che, «quando è nata nel 1989», ricorda Patacca, «era una delle prime. Venivo dal Body Line che avevo aperto con Marco Lauria nel 1985 quando a Pescara c’erano solo, oltre al Body line, la palestra di Barbara Bouchet e l’Health Club, attuale Nubiana, oltre alla storica palestra di body building di Pomponio.
Quando è nata, nell’89, il Meeting è stata la prima palestra ad aprire di domenica, a organizzare cene e tornei di calcio e calcetto, incontri sociali e con esperti di alimentazione. La palestra era prima di tutto un luogo di incontro, un posto ricreativo dove si andava anche come alternativa a piazza Salotto, per la voglia di stare insieme. Ogni sabato c’era una cena, un fidanzamento. Diverse coppie che si sono conosciute al Meeting, poi si sono sposate. E quello che organizzavamo: mitici i Giochi senza frontiere al Pepito di Gianni l’”Uruguagio”, Gianni Di Francesco, attuale titolare del Tartarughino con la moglie Anna. Dieci squadre da dieci, miste, che si sfidavano per tutta la giornata tra corsa con i sacchi, staffetta, palo della cuccagna, tornei di beach volley e ballo la sera. E sempre al Pepito possiamo dire che noi del Meeting abbiano lanciato la musica latino-americana. Fu Amerigo Di Bartolomeo a portarla. Era stato in Brasile o a Cuba non ricordo, e riportò questa cassetta musicale che andammo ad ascoltare al Pepito. Ci ritrovammo a ballare scalzi in un centinaio, segno che quella musica era un successo. La palestra era anche questo, divertirsi insieme».
Ma non solo. «Venimmo citati dalla rivista Starbene come una delle 3 o 4 palestre in Italia che usavano gli step Reebok», ricorda ancora Patacca, «infatti fummo tra i primi ad acquistarli e ad utilizzarli nel 1990. Fu Antonella, bravissima, a codificare i primi passi dello step, perché non si sapeva nulla. Avevamo istruttori bravissimi, come Maurizio Coladonato e Carlo Creati, persone di sport, che vivevano di sport perché ce l’avevano e ce l’hanno dentro. Come me e Antonella quando abbiamo aperto, e come tutti quelli che hanno frequentato il Meeting».
Chiuso da 15 anni, quando Patacca ha iniziato a fare l’istruttore privato, oggi il Meeting resta la fotografia di un’epoca, di una città e di una generazione che sembra lontana anni luce e che la reunion dei suoi protagonisti ha riportato alla memoria, tra aneddoti, risate e qualche momento di commozione, con il lancio delle lanterne per ricordare proprio Antonella Mastrangelo, l’ex moglie di Patacca artefice con lui del successo di quegli anni. E oggi? Com’è cambiato il fitness a Pescara, dove da quel 1989 le palestre si sono moltiplicate come il bisogno di tenersi in forma? «Sono 45 anni che sto nel mondo delle palestre», risponde Patacca, «e lo posso dire: oggi ci sono o i superfissati o i sovrappeso. Non c’è più equilibrio. Si va in palestra per dovere, per far calare la pancia o perché te l’ha ordinato il medico, quando dovrebbe essere un piacere. E senza rinunciare al buon cibo. Altro che riso, tonno, verdure lesse e petto di pollo, i quattro ingredienti che circolano nelle palestre. Stare in forma è anche una cena stellata. È molto altro».

