Ecco i casi nei Comuni: L’Aquila guida la lista

La mappa della seconda ondata (dal 1° ottobre a ieri) mostra l’impennata Dietro al capoluogo regionale ci sono Avezzano, Pescara, Teramo e Celano
PESCARA. Trecentoquindici casi di Covid19 emersi nel giro di 20 giorni. Ciò che più colpisce analizzando la mappa del contagio comune per comune è il dato della città dell’Aquila.
Il rapido peggioramento, però, non riguarda solo il capoluogo, ma l’intera provincia. Centosettanta, ad esempio, i casi registrati dal primo ottobre ad Avezzano. E proprio gli ospedali dell’Aquila e di Avezzano sono quelli che iniziano ad avere problemi nella gestione dei tanti pazienti che quotidianamente arrivano.
ALTRI 28 CASI. Sono giorni, ormai, che il capoluogo abruzzese registra il maggior numero di nuovi casi. È stato così anche ieri: 28 i contagi recenti. Cifra analoga a quelle registrate nell’ultima settimana (il picco c’è stato venerdì con 35 nuovi casi). Subito dopo, seppur con numeri ben diversi, nei dati quotidiani c’è Pescara: 12 i casi in città. Tra le altre località con più nuovi casi vi sono poi Teramo e Atessa (7), Celano e Torrevecchia Teatina (6), Chieti, Ortona e Vasto (5). Nessuno ad Avezzano dopo due settimane.
EMERGENZA L’AQUILA. Al di là del dato quotidiano, ciò che più impressiona è il totale dei casi all’Aquila dall’inizio del mese: sono 315. Il 5 ottobre ne erano appena 17. Più in generale, è l’intera provincia a preoccupare: già da lunedì l’Aquilano – territorio rimasto sempre in ultima posizione e con numeri bassissimi nella fase primaverile dell'emergenza – è al secondo posto in Abruzzo. Con gli ultimi dati, i casi dall’inizio dell’epidemia salgono a 1.432: a metà agosto erano meno di 300. Prima dell’Aquila c’è Pescara, con 2.232 casi complessivi, mentre subito dopo ci sono Chieti (1.393) e Teramo (1.372).
MAPPA DEL CONTAGIO. Al secondo posto, per numero di casi registrati dall’inizio di ottobre, c’è Avezzano: ben 170 i contagi accertati. Al terzo posto c’è Pescara, con 112 casi. Scorrendo l’elenco dei casi comune per comune da inizio mese – i dati si basano sulla residenza dei pazienti e comprendono solo le località con più di due casi – al quarto posto c’è Teramo, con 89 nuovi casi, seguita a ruota da Celano, 87. Subito dopo, con 73 casi, c’è Montesilvano. Poi ci sono Vasto (61), Montorio al Vomano (59) e Chieti (53). Tra i comuni con meno di cinquanta casi ci sono Sant’Egidio alla Vibrata (41), Bisenti (39) – pesa il cluster che si è creato a partire da un matrimonio festeggiato in paese – Isola del Gran Sasso (32), Silvi (28), Atessa e Sulmona (26), Bellante, Cepagatti, Pineto, San Salvo e Spoltore (25), Francavilla al Mare (23), Colonnella (22) e Pizzoli (21). Tanti i comuni con un numero di casi compreso tra dieci e venti: ci sono, tra l’altro, Ortona, Giulianova, Torrevecchia Teatina, Città Sant’Angelo e Atri. Moltissime, infine, le località con meno di dieci casi.
PRESSIONE NEGLI OSPEDALI. «Non c’è ancora una situazione di emergenza, ma inizia a esserci una certa pressione negli ospedali. Non si tratta di una pressione estrema, ma comincia a farsi sentire», afferma il referente regionale per le emergenze, Alberto Albani, che sottolinea come gli ospedali più in sofferenza siano proprio quelli dell’Aquila e di Avezzano. «In questi giorni», spiega l’esperto, «stiamo studiando come dislocare i pazienti negli ospedali sul territorio, sfruttando il Covid Hospital di Pescara, e siamo costantemente impegnati per reperire più personale».
COVID HOSPITAL. Sulla questione ospedali e ricoveri intervengono il governatore Marco Marsilio e l’assessore Nicoletta Verì: «Pur comprendendo i timori di alcuni amministratori locali», dicono, «è bene chiarire che il Covid Hospital di Pescara è già a disposizione della regione e accetta richieste di ricovero provenienti da qualsiasi Asl abruzzese. Sono in corso interlocuzioni tra le varie Asl per assicurare l'adeguata dotazione di personale, per la quale tutte le aziende dovranno garantire il proprio impegno. Il Covid Hospital», sottolineano, «è una struttura modulare, che entra in funzione a seconda dell’andamento dei ricoveri».

