Ecco i centri ancora da zona rossa

La situazione peggiora a Mosciano e Campli, migliora a Celano e Avezzano. Dati molto bassi a Pescara e Chieti
PESCARA . Nonostante un miglioramento complessivo della situazione, in Abruzzo ci sono Comuni in cui i numeri restano allarmanti. Saranno determinanti per fare il punto i dati dei prossimi giorni, perché quelli attuali risentono ancora dei pochi tamponi eseguiti durante le festività pasquali.
In base alle prime stime, sembra che la situazione stia migliorando ad Avezzano, in zona rossa da lunedì. Oltre a numerosi paesini, tra le località più grandi in cui i numeri sono in crescita vi sono Mosciano Sant’Angelo e Campli. Venerdì l’Unità di crisi regionale tornerà a riunirsi ed analizzerà i dati più aggiornati. La mappa delle zone rosse, in cui al momento sono inseriti 41 Comuni - 38 nell’Aquilano e tre del Teramano - è destinata a cambiare ancora.
L’INCIDENZA. Uno dei parametri principali nelle valutazioni degli esperti è l’incidenza settimanale dei casi per centomila abitanti. La soglia di allarme è fissata a 250. L’indicatore consente di scattare una fotografia istantanea della situazione in Abruzzo. Fondamentali i dati che emergeranno questa settimana e la prossima: nel primo caso per valutare se la maggiore mobilità delle feste di Pasqua abbia comportato un aumento dei contagi; nel secondo per vedere gli effetti della riapertura delle scuole.
A detta degli esperti, se tra una decina di giorni il trend resterà favorevole, l’Abruzzo potrà tirare un sospiro di sollievo.
LA SITUAZIONE. Attualmente, l'incidenza settimanale è tutto sommato stabile: il parametro registra un debole aumento dovuto al peggioramento nell’Aquilano ed arriva a 127, ben lontano dalla soglia di allarme. Due settimane fa il dato era a oltre 150. A livello provinciale, la situazione peggiore è quella della provincia dell’Aquila, che ha un’incidenza settimanale di casi per centomila abitanti pari a 211. Segue, con numeri molto più bassi,121, la provincia di Teramo, che pure registra una lieve crescita negli ultimi giorni.
Poi c’è il Chietino, dove la situazione sta migliorando: l’incidenza è a 107, lontanissima dai livelli di guardia. La situazione migliore è quella della provincia di Pescara, la cui incidenza settimanale - 69 - è la più bassa d’Italia.
LE CITTÀ. Bassissimo, attualmente, anche il dato di Pescara città, che ha un’incidenza pari a 64. Per contro, tra i quattro capoluoghi a passarsela peggio è L’Aquila, che ha un valore pari a 224: i numeri, negli ultimi giorni, registrano numerose fluttuazioni, quindi bisognerà attendere dati più consolidati per comprendere il trend. Situazione tranquilla anche a Teramo, dove il valore oscilla attorno a 70. Numeri bassissimi a Chieti, dove l’incidenza è abbondantemente al di sotto di quota 50.
Migliora la situazione ad Avezzano, al momento in zona rossa: la crescita repentina registrata nei giorni scorsi sembra essersi arrestata e il dato, al momento, è inferiore a 200. Numeri bassi anche a Montesilvano, che scende fino a 43, Vasto (125, in miglioramento) e Lanciano (stabile con 133).
A RISCHIO. La situazione peggiore è quella di Navelli, Comune che da lunedì è in zona rossa: il 2,3% degli abitanti ha contratto l’infezione nell’ultima settimana. Segue Morino, che pure è soggetto a maggiori restrizioni, dove quasi il 2% della popolazione è risultato positivo al Covid-19 nel giro di sette giorni. I numeri salgono anche a San Demetrio ne' Vestini e a Carsoli. Rimangono stabili, ma ancora allarmanti, a Nereto. Tra le località che oggi sono in zona arancione, la situazione peggiora in particolare a Campli e a Mosciano Sant’Angelo. Sembra invece rientrare l’emergenza a Celano e a Martinsicuro. (l.d.)

