Ecco i divieti validi fino al 15 ottobre

3 Agosto 2020

Lavoro, scuole, sport e concerti: tutto quello che c’è da sapere

Scuola, smart working, nuove zone rosse, blocco dei voli, controlli degli arrivi, concorsi telematici e tanto altro. Il Governo ha prorogato fino al 15 ottobre lo stato d’emergenza per il coronavirus: ecco le principali regole, i divieti e le misure di precauzione. Restano validi per altri 73 giorni per gestire e ridurre il rischio di una nuova ondata di contagi.
POTERI SPECIALI
AL GOVERNO
La proroga consente al Governo di operare ancora con poteri speciali. Il provvedimento servirà a garantire una maggiore rapidità d’esecuzione, in caso di necessità, oltre alla continuità dell’azione del commissario straordinario, Domenico Arcuri, nominato di recente anche commissario per la riapertura delle scuole. Lo stato di emergenza permette, tra l'altro, l'organizzazione degli interventi di soccorso e di assistenza ai soggetti colpiti dal Covid-19 e il ripristino delle infrastrutture e delle reti indispensabili per la continuità delle attività economiche e produttive e per la ripresa delle normali condizioni di vita.
Ma il 15 ottobre, se non ci saranno ulteriori proroghe, verrà emanata un’ordinanza cosiddetta "di chiusura", per disciplinare e regolare il subentro dell’amministrazione competente in via ordinaria e, quindi, il ritorno alla normalità. SMART WORKING
PROLUNGATO
I lavoratori del settore pubblico e privato potranno continuare a lavorare in smart working fino al termine dello stato d’emergenza. Poi, saranno fissati nuovi criteri che dovranno essere concordati con i sindacati. Alcune aziende hanno già stabilito di consentire il lavoro da casa fino alla fine dell’anno, a prescindere dall’andamento del contagio.
Per i dipendenti della pubblica amministrazione la proroga è fissata al 31 dicembre. La scelta di operare da casa si è resa obbligatoria nel momento di massima criticità della pandemia, per limitare i contatti tra i dipendenti di una stessa azienda.
INGRESSI
CONTINGENTATI
Per il momento, non c'è l'ok ad eventi con un numero elevato di persone come i concerti live e le partite di calcio con il pubblico presente.
Sarà il monitoraggio settimanale, compilato sulla base della curva epidemica, a dettare la tempistica. Restano gli ingressi contingentati negli impianti sportivi e l'obbligo dell'utilizzo della mascherina nei luoghi chiusi, come supermercati, negozi, ospedali, banche, uffici postali e all’aperto, quando non è possibile garantire il distanziamento minimo di almeno un metro tra le persone.
PAESI OUT
QUALI SONO
Divieto di ingresso in Italia per chi proviene da Armenia, Bahrein, Bangladesh, Brasile, Bosnia Erzegovina, Cile, Kuwait, Macedonia del Nord, Moldova, Oman, Panama, Perù e Repubblica Dominicana. Inoltre, il Governo ha imposto l’obbligo di quarantena per chi arriva da Romania e Bulgaria. Ancora sorvegliata speciale la Spagna, considerata un Paese a rischio: l’Italia valuterà se adottare nuovi provvedimenti qualora i contagi salissero.
ZONE ROSSE
ANCORA POSSIBILI
La proroga dello stato di emergenza da Covid-19 consente di istituire, in caso di focolai, nuove "zone rosse", totalmente confinate e chiuse agli scambi con l'esterno.
Per motivi sanitari possono essere bloccati gli ingressi da alcune aree ritenute a rischio, sia da fuori Italia che sul territorio nazionale. In questo momento, non può entrare in Italia chi proviene, o è transitato, da sedici Paesi, mentre non sussistono divieti di spostamenti tra le varie regioni.
TEST E TAMPONI
AGLI STRANIERI
In virtù del nuovo provvedimento, potranno essere sottoposti a tamponi gli stranieri che entrano in Italia a bordo dei pullman. È in previsione anche una gara per il noleggio di una nave da 1.000 posti per la sorveglianza sanitaria, dove sistemare gli stranieri che devono effettuare la quarantena: l'appalto potrà essere svolto con criteri di urgenza, in modo da avere a disposizione la struttura nel più breve tempo possibile. Tutte le altre scelte collegate alla gestione dei migranti e l’emergenza sanitaria possono essere eseguite seguendo iter più rapidi e snelli rispetto alle disposizioni vigenti.
NUOVE STRUTTURE
PER I CONTAGIATI
Verranno allestite nuove strutture sanitarie temporanee per il trattamento dei pazienti e sarà possibile ricevere assistenza sanitaria a domicilio. Il Governo non esclude di realizzare ospedali dedicati Covid-19, come quello inaugurato di recente a Pescara, e di potenziare il livello di assistenza per i malati di Covid, soprattutto in presenza di un innalzamento della curva del contagio. La proroga consente, inoltre, di reperire posti letto in strutture diverse dagli ospedali: è il caso di caserme o alberghi, che possono essere requisiti. Non cessa, inoltre, il coordinamento attribuito alla Protezione civile, così come non decadono i poteri straordinari assegnati ai presidenti di Regione. Lo stato di emergenza riconosce, infatti, poteri speciali anche alla Protezione civile, che è «tenuta ad agire ponendo in essere azioni di prevenzione e mitigazione dei rischi, finalizzati alla gestione delle emergenze e al loro superamento», con la possibilità di prendere decisioni e programmare interventi in diversi settori della vita sociale. Lo stato di emergenza autorizza anche il ricorso a procedimenti burocratici più snelli. Resta attiva anche la funzione del Comitato tecnico scientifico per il monitoraggio sanitario dell'emergenza.
IL RITORNO
IN CLASSE
Acquisto di mascherine, test sierologici, banchi, guanti e dispenser per il disinfettante. Lo stato di emergenza autorizza lo svolgimento di gare per l’approvvigionamento del materiale necessario a far ripartire la scuola con procedure semplificate e accelerate. Garantendo, tuttavia, il criterio dei prezzi calmierati. Pur non applicando il codice degli appalti, dovranno essere seguite tutte le norme che tutelano la concorrenza e, in ogni caso, l’interesse pubblico, pena l’annullamento dei bandi. Agire in questa direzione consente anche di poter fissare le regole, un compito affidato al Comitato tecnico scientifico, che tengano conto di quanto potrà accadere durante lo svolgimento delle lezioni nel corso del prossimo anno scolastico. In particolare, restano da definire le linee di indirizzo in caso di studente o docente positivo in classe, l'obbligo della quarantena, la misurazione della febbre, organizzazione delle gite o delle uscite dagli istituti a fini didattici. Altro punto all'attenzione del Governo è relativo alla definizione degli spazi da utilizzare per fare lezione, così da garantire il distanziamento. Il ritorno in classe è previsto per il 14 settembre.
CONCORSI PUBBLICI
VIA INTERNET
Non sono state ancora definite le modalità di effettuazione dei concorsi, che nei prossimi mesi potrebbero svolgersi anche telematicamente. Le nuove direttive, come confermato dal ministro dell'Istruzione, Lucia Azzolina, si avranno solo a fine settembre: si va verso la completa abolizione del cartaceo con l’adozione di supporti informatici per lo svolgimento delle prove concorsuali. È certo, considerata l’emergenza in atto, che non ci saranno maxi prove preselettive; piuttosto, si darà spazio alla delocalizzazione delle procedure da attuare grazie alle strutture pubbliche a disposizione come scuole, caserme, atenei, e legate alla residenza dei singoli candidati.
NO AI SEGGI
NELLE SCUOLE
Un capitolo a parte infine riguarda lo svolgimento delle prossime elezioni, che si terranno il 20 e il 21 settembre, ad una settimana dalla riapertura delle scuole. Il parlamento ha chiesto al Governo che, per le nuove date selezionate, (quella iniziale coincideva proprio con l'avvio dell'anno scolastico) vengano reperiti spazi alternativi agli istituti scolastici per svolgere le procedure elettorali. No alle scuole, dunque, sia per evitare assembramenti che per non interrompere, già al momento dell'avvio, le lezioni. In Abruzzo sono 60 i comuni che andranno al voto, tra cui Chieti e Avezzano, che sono i centri maggiori in cui gli elettori si recheranno alle urne per eleggere la nuova amministrazione. In caso di ballottaggio, il secondo turno di voto è previsto per il 2 ottobre.