Ecco il parco “Angelo Vassallo” il sindaco ucciso dalla camorra

31 Ottobre 2017

PESCARA. Il giardino di via Guelfi ha ora il nome di Angelo Vassallo, il sindaco pescatore ucciso dalla camorra a Pollica, il paese del Cilento che amministrava, il 5 settembre del 2010. Ieri l’intito...

PESCARA. Il giardino di via Guelfi ha ora il nome di Angelo Vassallo, il sindaco pescatore ucciso dalla camorra a Pollica, il paese del Cilento che amministrava, il 5 settembre del 2010. Ieri l’intitolazione, alla presenza del fratello del sindaco assassinato, Dario Vassallo: «Sono felice di partecipare alla consegna di questa speciale area verde alla città, ora è di tutti, abbiatene cura», le sue parole commosse.Il parco è stato riconsegnato alla città dall’amministrazione Alessandrini dopo anni di attesa in una giornata speciale cominciata di buon mattino nell’aula magna dell’istituto Misticoni-Bellisario, con un incontro con i ragazzi dedicato alla legalità a cui ha partecipato Dario Vassallo insieme al sindaco Marco Alessandrini, il vice sindaco Antonio Blasioli, la dirigente del MiBe Raffaella Cocco. Al parco dov’è stata scoperta una targa di intitolazione per Angelo Vassallo, c’era tanta gente, oltre al sindaco, al vicesindaco, all’assessore Giacomo Cuzzi, il presidente del Consiglio comunale Francesco Pagnanelli, ai consiglieri Carlo Gaspari, Emilio Longhi, Daniela Santroni, Fabrizio Perfetto, a una scolaresca e ai responsabili della ditta Archea Costruzioni che ha realizzato il progetto. «Conosco la vostra città e la seguo grazie all’amicizia che mi lega ad Antonio Blasioli», ha detto Dario Vassallo. «Ho visto che avete fatto tante cose e che avete in progetto di farne altre per cambiarla in meglio. È un buon cammino, ma tutti devono contribuire, perché la città è di tutti. Non c’è migliore sfida all’illegalità che la cultura, l’appartenenza: questo è successo quando mio fratello era sindaco. Noi veniamo da una famiglia umile, i nostri genitori hanno voluto che tutti potessimo studiare perché erano convinti che con la cultura si va avanti. Ed è così. Sono felice per la scelta di intitolare ad Angelo un parco, un uomo dello Stato come esempio di bella politica, ora quest’area è di tutti e ognuno deve trattarla come propria perché possa vivere a lungo ed essere rispettata».
«È sempre una bella giornata quando la memoria di una persona grande continua a vivere dentro una comunità», le parole di Alessandrini. «La scomparsa di Angelo Vassallo colpì tutti perché era un sindaco che stava con la gente, che ha conquistato stima e affetto invitando tutti al rispetto delle regole, sfidando un sistema che vive alimentando minacce e paura. La sua vita ci insegna che cambiare è possibile, ma dipende da ognuno di noi: come da ognuno di noi dipende il futuro di questo parco che consegniamo alla città, con l’invito a trattarlo come la propria casa, perché duri».