Ecco il parco Cavicchia icona del calcio d’oro

Montesilvano, il giardino della riviera dedicato al giocatore della Fiorentina Maragno: esempio di dedizione per i ragazzi. De Vincentiis: una grande persona
MONTESILVANO. Era il 1958, lui aveva 16 anni e stava per mettere il primo piede in serie A: al provino con la Spal, un allenatore gli passava il pallone dal calcio d’angolo per misurare forza e precisione del tiro e lui si presentò con 6 tiri e 6 gol. Iniziò da quei 6 tiri e 6 gol la carriera del montesilvanese Pasquale Cavicchia nel calcio che conta: la Spal pagò un milione e 200 mila lire al Montesilvano per mettere le mani sul suo cartellino. Da ieri il parco Le Vele della riviera porta il nome di Cavicchia, «vanto del calcio cittadino» come ricorda la targa, morto il 20 ottobre 2014 all’età di 72 anni.
Un parco dedicato a un’icona del calcio perché Cavicchia è l’attaccante che giocò anche con la Fiorentina di Valcareggi e, durante un viaggio nell’ex Urss, segnò un gol misterioso a Lev Yashin, il Ragno nero dei portieri. Una favola quella di Cavicchia: giocò con il Pescara, l’Ascoli, la Nazionale di serie C, la Fiorentina lo pagò 25 milioni e lui rispose con 5 gol in 6 partite, nel Padova. A fine carriera, Cavicchia, sposato con la signora Teresa e padre di Dimitri e Marco, fece anche il vigile urbano, a Pescara, e l’allenatore con il Montesilvano, Mazzocco, Farindola e Atri. «In considerazione dei meriti» di Cavicchia, il prefetto Vincenzo D’Antuono ha concessol’autorizzazione all’intitolazione anche se dalla morte sono passati solo sei mesi e mezzi e non 10 anni come prevede la legge.
«Abbiamo scelto di intitolare a Cavicchia un’area verde», commenta il sindaco Francesco Maragno, «perché vogliamo che la sua figura sia d’esempio per i montesilvanesi. Soprattutto, i giovani devono imparare da una persona come Cavicchia i valori di dedizione, impegno, costanza che hanno contraddistinto lo sportivo. Montesilvano ha bisogno di recuperare la sua storia e la sua identità». «Ho avuto la fortuna di conoscere Pasquale di persona», ricorda il consigliere comunale Ernesto De Vincentiis, «e ho toccato con mano il suo alto profilo, non solo sportivamente ma soprattutto umanamente». ©RIPRODUZIONE RISERVATA

