Ecco il piano da 213 milioni per realizzare 64 strutture

20 Febbraio 2023

Il documento della Regione: ospedali e case di comunità nelle quattro province

PESCARA. Taglia il traguardo la nuova mappa della sanità territoriale abruzzese dopo il via libera del ministero della Salute e dell'Agenas (Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali).
Attraverso lo studio di un documento di 121 pagine, che il Centro ha potuto visionare, è possibile tracciare un quadro completo di come l’assistenza sanitaria sarà rivoluzionata con 64 nuove strutture distribuita in modo capillare nelle quattro province con l’obiettivo di sgravare la pressione sui 17 ospedali della regione.
CHI STA FINANZIANDO
L’INTERA OPERAZIONE
Ammontano a oltre 213 milioni di euro i fondi messi a disposizione dell’Abruzzo per la “Missione 6 salute del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr)” e dal “Piano per gli investimenti complementari (Pnc)”. Le risorse sono state al centro di un’intensa attività di programmazione delle quattro Asl, incentrata su due linee di azione principali: reti di prossimità, strutture e telemedicina per l’assistenza sanitaria territoriale; innovazione, ricerca e digitalizzazione del Servizio sanitario nazionale.
ECCO TUTTE LE CIFRE
DESTINATE ALLE ASL
E LE NUOVE STRUTTURE
Oltre 59 milioni di euro sono destinati all’apertura delle Case della comunità, 26 milioni agli Ospedali di comunità, 4 milioni alle centrali operative territoriali (Cot), 31 milioni all’acquisto delle grandi apparecchiature, 54 milioni all’adeguamento antisismico e 38 milioni alla digitalizzazione.
Nel dettaglio, la Asl 1 Avezzano-Sulmona-L’Aquila (294.838 abitanti) avrà 3 ospedali di comunità, 3 centrali operative territoriali e 11 case della comunità, per un investimento di 24 milioni 170mila euro; la Asl 2 Lanciano-Vasto-Chieti (378.840 abitanti) 3 ospedali di comunità, 4 centrali operative e 15 case della comunità, per un investimento di 24 milioni 964mila euro; la Asl 3 Pescara (316.363 abitanti) 3 ospedali di comunità, 3 centrali operative e 6 case della comunità, per un investimento di 19 milioni e 143mila euro; infine la Asl 4 Teramo (303.900 abitanti) 2 ospedali di comunità, 3 centrali operative e 8 case della comunità, per un investimento di 19 milioni 53mila euro.
Gli ulteriori 2 milioni 181mila euro serviranno per l’interconnessione delle centrali.
CHI AVRÀ GLI OSPEDALI
E LE CASE DI COMUNITÀ
Gli ospedali di comunità saranno attivati all’Aquila, Pescina, Tagliacozzo, Chieti, Atessa, San Salvo, San Valentino, Città Sant’Angelo, Montesilvano, Atri e Teramo.
Le case della comunità all’Aquila, Montereale, Rocca Di Mezzo, San Demetrio, Avezzano, Carsoli, Trasacco, Civitella Roveto, Sulmona, Castelvecchio Subequo, Castel di Sangro, Chieti, Chieti Scalo, Guardiagrele, Francavilla, Ortona, Lanciano, San Vito, Vasto, San Salvo, Casalbordino, Casoli, Atessa, Villa Santa Maria, Castiglione Messer Marino, Gissi, Montesilvano, Pescara, Scafa, Spoltore, Cepagatti, Penne, Isola del Gran Sasso, Bisenti, Martinsicuro, Montorio, Nereto, Roseto, Teramo e Silvi.
LA LISTA DEI FONDI
PER LE APPARECCHIATURE
Per le grandi apparecchiature, alla Asl 1 andranno 7 milioni 536mila euro, alla Asl 2 sono stati assegnati 8 milioni 259mila euro, la Asl 3 riceverà 7 milioni 721mila euro, mentre alla Asl 4 saranno destinati 7 milioni 614mila euro. Sul fronte della digitalizzazione, ad ogni Asl è stato assegnato un fondo di 6 milioni 176mila euro, mentre la quota residua – 13 milioni 256mila euro – sarà destinata all’infrastruttura regionale.
C’è ANCHE IL PIANO
DI SICUREZZA contro
I L RISCHIO SISMICO
Per quanto riguarda gli adeguamenti antisismici, 18 milioni 647mila euro sono stati assegnati agli interventi sull’ospedale dell’Aquila, 8 milioni 413mila all’ospedale di Sulmona, 6 milioni 827mila all’ospedale di Teramo, 6 milioni 610mila all’ospedale di Popoli, e 14 milioni 186mila euro per l’ospedale di Chieti. Entriamo ancora di più nel dettaglio.
COSì IL DOCUMENTO
RIVELA GLI OBIETTIVI
A metà delle 121 pagine che compongono il documento della Regione si capisce lo scopo dell’operazione. Riportiamo testualmente i punti.
«La programmazione regionale si propone di realizzare strutture per la medicina di prossimità volte a potenziare la prevenzione e la promozione dei corretti stili di vita, l’assistenza e la riabilitazione delle categorie più fragili, anche attraverso lo sviluppo della telemedicina e gli investimenti per l’innovazione e la digitalizzazione del sistema sanitario».
SI COMINCIA
DAGLI STUDI MEDICI
«Il piano», si legge inoltre nell’atto di cui siamo venuti in possesso, «data la particolare orografia della regione Abruzzo e la bassa densità abitativa della miriade di piccoli comuni sparsi su un territorio vastissimo, non potrà prescindere dal potenziamento di 44 studi di medici di medicina generale e pediatri organizzati in team. Si valuterà per questo l'eventuale dotazione di personale di studio compatibile con i vincoli di spesa».
COMPARE L’INFERMIERE
DI FAMIGLIA E COMUNITà
Per mettere in atto il nuovo piano, la Regione «si propone di integrare la rete di assistenza territoriale e rafforzare la capillarità degli studi dei medici di medicina generale e dei pediatri e la capacità distrettuale, in continuità organizzativa con l’assistenza ospedaliera, con l’inserimento della figura dell’Infermiere di famiglia e di comunità».
I suoi livelli di azione, sono articolati in: «Ambito distrettuale; in case e ospedali di comunità; e in ambito individuale e familiare, con l’obiettivo di favorire la salute attraverso il rafforzamento dell’autonomia e il mantenimento della persona al proprio domicilio evitando il ricorso alle strutture di ricovero».
COSA PREVEDONO
LE CASE DI COMUNITà
All’interno di queste nuove strutture, 40 in totale, saranno attivate «èquipe multidisciplinari composte da medici di medicina generale, pediatri di libera scelta, medici specialisti, infermieri di famiglia e comunità e altri professionisti della salute per il coordinamento di tutti i servizi da erogare agli assistiti fragili»
LE Centrali Operative
Territoriali (Cot)
In totale sono 13 e svolgono «una funzione di coordinamento della presa in carico della persona e raccordo tra servizi e professionisti coinvolti nei diversi setting assistenziali, favorendo la tempestività di risposta»
GLI Ospedali
di Comunità
Sono 11 quelli previsti dal piano territoriale della sanità .
Nascono, o si potenziano gli esistenti, «per poter svolgere interventi sanitari a media/bassa intensità clinica e degenze di breve durata»
MEZZI MOBILI
SUPER ATTREZZATI
Per garantire un servizio di prossimità ancor più omogeneo a livello territoriale, la Regione «intende prevedere l’acquisizione di mezzi mobili (camper) attrezzati ad ambulatorio e completi di strumentazione di base (Ecg, Ecografo, Pc, collegamento satellitare, ecc), che svolgeranno nel territorio le seguenti attività principali: prelievi ematici; medicazioni; visite ed esami specialistici; visite ostetriche e attività da infermiere di famiglia».
IL NUMERO UNICO
DEL SOCCORSO
Infine l’intenzione della Regione è «di attivare una Centrale regionale che riesca a catalizzare e prendere in carico la richiesta di assistenza non urgente, integrandosi con il 118». La numerazione unica a livello nazionale ed europeo sarà 116117 ed opera in stretto collegamento con gli altri servizi territoriali. «È stata progettata», specifica la Regione a proposito di quest’ultima novità assoluta, «per facilitare l’accesso della popolazione alle cure mediche e ad altri servizi sanitari territoriali a bassa intensità e priorità raccordandosi con il servizio di continuità assistenziale e di emergenza-urgenza e con le Cot».
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