Ecco il piano di assistenza per i pazienti disabili

16 Ottobre 2020

Riunione in Comune con Masci, i vertici Asl, i sindaci di Penne e San Valentino Previsti tamponi speciali, più sensibili e meno invasivi, per chi soffre di autismo

PESCARA. Procedure alternative per l'esecuzione dei tamponi nei ragazzi con disabilità e potenziamento delle cure per le persone con sindrome dello spettro autistico. Sono due degli argomenti al centro del comitato ristretto dei sindaci che si è riunito ieri pomeriggio a palazzo di Città. L'incontro convocato dal presidente del comitato, il sindaco Carlo Masci, ha visto la partecipazione dei primi cittadini di Penne, Mario Semproni e di San Valentino in Abruzzo Citeriore Antonino D'Angelo.
Per la Asl, a fornire le risposte c'erano il direttore generale Vincenzo Ciamponi, Sabatino Trotta, direttore del dipartimento di Salute mentale, Maria Rizzi, responsabile del blocco operatorio, Graziano Di Marco, coordinatore dei servizi staff della direzione generale e Claudio Caporale, direttore dell'unità operativa complessa di Otorinolaringoiatria. Al centro della riunione, la necessità di individuare alternative per l'esecuzione dei tamponi nei ragazzi con disabilità.
Il direttore dell'unità operativa complessa di Microbiologia e virologia clinica, «Paolo Fazii si sta dotando», ha riferito Trotta, «di tamponi nasali più sensibili e meno invasivi. Stiamo mettendo a punto una strategia per non dover far ricorso ai tamponi orofaringei, che in alcuni casi necessitavano della sedazione dei pazienti con spettro autistico. La maggior parte di questi ragazzi», chiarisce ancora Trotta, «sono seguiti da centri specifici. È per questo che abbiamo pensato di fornire loro i tamponi che potranno essere effettuati nelle strutture o a casa».
L'esecuzione con questo tipo di modalità meno invasiva crea una condizione di maggiore serenità per il ragazzo che dovesse sottoporsi al test. L'idea della Asl è anche che le strutture convenzionate sostengano i costi per il prelievo dei tamponi e per il personale che dovrà eseguirli.
La Asl, dal suo canto, si occuperebbe della formazione dei sanitari individuati, nonché del costo dell'analisi del campione prelevato. Al centro della riunione dei sindaci anche l'erogazione di trattamenti intensivi domiciliari Aba, ossia le cure per i ragazzi con sindrome dello spettro autistico.
«Le metodiche più in uso per approcciare questo disturbo», prosegue il direttore del dipartimento di Salute mentale, «sono due. Il metodo Denver si riferisce ai bimbi in età prescolare, dai 0 ai 6 anni e può essere somministrato domiciliarmente. Il secondo, il metodo Aba, riguarda i bambini e ragazzi dai 7 ai 18 anni. Pescara non aveva alcun progetto strutturato sul territorio. Ci siamo adoperati per avviare un rapporto convenzionato con due strutture che ci consente di erogare 40 metodo Denver e 40 Aba. Resta una lista di attesa di 13 persone, su tutta la provincia, sulla quale stiamo lavorando», assicura Trotta.
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