Ecco il tempio del lutto che divide il quartiere

20 Settembre 2015

Il Tar respinge il ricorso di un residente che aveva tentato di bloccare l’attività della Casa funeraria De Bonis: «Non posso più organizzare le feste con gli amici»

SANT’ANGELO. Niente più feste o barbecue con gli amici, poiché a qualche decina di metri dalla sua abitazione, dal 30 settembre dell’ anno scorso, è sorta una casa funeraria “full optionals”, con tanto di camere da letto per gli ospiti, oltre a delle sale di commiato dove ricevere parenti e amici del defunto.

È la protesta di un cittadino di Città Sant’Angelo, non insensibile evidentemente a quell’epica omerica che vieta di rimanere áklaustos, «senza pianto», di fronte al lutto, e dunque di violarlo. Insomma, guai a disturbare la próthesis, l’esibizione della salma, con l’annesso góos, il lamento delle donne, tanto da indurre il residente a presentare un ricorso al Tar, ipotizzando l’illegittimità della costruzione, e dunque la conseguente chiusura. Ipotesi che però il tribunale amministrativo ha respinto, sancendo invece la regolarità della casa funeraria.

E ora, visto anche il sigillo della giustizia, a meno che non si appelli al Consiglio di Stato, in osservazione al culto il ricorrente continuerà a rispettare il dovuto silenzio. Anche con un pizzico, forse, di malumore, costretto a rimanere tappato in casa in occasione delle veglie, senza fare baldoria.

Tutto nasce quando la Casa Funeraria De Bonis, che è stata inaugurata il 13 dicembre 2014, in via d’Annunzio 93- la prima in Abruzzo- introduce una modalità nuova, tipica in alcuni paesi d’oltreoceano, ossia quella di organizzare il rito della partecipazione al dolore funebre, anziché, com’è d’uso tradizionalmente in continente, nelle abitazioni private, in una struttura pensata proprio per questi tipi di appuntamento.

Nel complesso ideato e realizzato dai De Bonis, di cui è titolare Guerino, costruito nel punto dove fino agli anni Settanta era presente un capannone nel quale operava un consorzio agrario, ora si erge una cappella e sono presenti due sale di commiato, dove vengono esposte le salme, una sala vestizione, una sala espositiva, un’autorimessa e un magazzino per lo stoccaggio, mentre al piano superiore sono presenti le due camere matrimoniali per gli ospiti della famiglia del defunto.

Inoltre, nella casa funeraria, a circa mezzo chilometro da un campo sportivo polivalente, c’è anche un caffé ristoro, dove consumare una bibita o un succo di frutta.

«Tutto insonorizzato», sottolinea Guerino De Bonis, «in modo che all’interno non si odano i rumori provenienti dall’esterno». Una barriera contro il suono, che però non deve essere bastata al residente vicino alla struttura, tanto da porgli quel divieto morale, «in occasione delle veglie», di produrre, come si legge nella sentenza del Tar del 10 settembre scorso, «schiamazzi all’esterno che possano creare turbative al dolore dei partecipanti alle cerimonie funebri».

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