Ecco la lettera del ministro che ci nega la zona bianca

Speranza scrive a Marsilio: «Non facciamo eccezioni, resterete in giallo fino al 7 giugno» Eppure incidenza dei casi (33%) e Rt ospedaliero (9%) sono da 11 giorni tra i migliori d’Italia
PESCARA. L’Abruzzo da undici giorni consecutivi ha numeri da zona bianca, tra i migliori d’Italia. L’incidenza settimanale dei casi per centomila abitanti è scesa a 33 (la soglia da zona bianca è 50), l’indice Rt migliora ancora (0,87) e anche i parametri sui ricoveri in terapia intensiva e nell’area medica Covid sono nettamente al di sotto della soglia critica. Eppure l’Abruzzo dovrà aspettare lunedì 7 giugno per passare da zona gialla a zona bianca.
Ecco l’atto del ministro della Salute Roberto Speranza, di cui il Centro è venuto in possesso da fonti ministeriali, che nega all’Abruzzo la possibilità di anticipare l’ingresso in zona bianca da lunedì 31 maggio, come aveva richiesto il presidente Marco Marsilio.
LA RICHIESTA. Con una lettera inviata al ministro Speranza il 24 maggio, Marsilio aveva chiesto di anticipare la zona bianca in Abruzzo dal 31 maggio sulla base di una «significativa diminuzione della pressione sui presidi ospedalieri e sulle relative terapie intensive, tali da raggiungere uno scenario di rischio basso, come del resto confermato dai dati del monitoraggio della Cabina di regia relativi al periodo 14-20 maggio 2021, che denotano per l’Abruzzo una incidenza inferiore ai 50 casi ogni centomila abitanti». Nel caso in cui Speranza non avesse assecondato la richiesta di anticipare le nuove misure per l’intera regione, Marsilio aveva proposto di disporre la zona bianca in anticipo quantomeno per la sola provincia di Pescara, che «ormai consecutivamente da oltre un mese presenta una incidenza settimanale dei contagi ben inferiore alla soglia dei 50 casi ogni 100.000 abitanti».
IL DOCUMENTO. Ecco l’atto (che pubblichiamo a destra) con il quale il ministro risponde a Marsilio e nega all’Abruzzo la possibilità di anticipare la zona bianca. «L’articolo 1 del decreto legge del 16 maggio», scrive Speranza, «prevede, come condiviso nel corso del confronto con le Regioni, la sussistenza di un’incidenza settimanale dei contagi inferiore a 50 casi ogni 100.000 abitanti per tre settimane consecutive, ai fini della collocazione di una regione nella zona bianca».
Non bastano, dunque, undici giorni consecutivi per passare in una fascia migliore. «In assenza dei presupposti di cui alla normativa richiamata», conclude Speranza, «per la Regione Abruzzo e per la Provincia di Pescara devono continuare a trovare applicazione le misure della zona gialla, in mancanza di una deroga espressa al periodo di permanenza di tre settimane nel citato scenario».
IL 7 GIUGNO. Resta questa la data per il passaggio in zona bianca. Data confermata anche da Marsilio al termine dell’Unità di crisi regionale che si è svolta ieri a L’Aquila per analizzare l’andamento epidemiologico settimanale.
«Questa settimana abbiamo registrato un numero ancora inferiore di contagi rispetto a quella precedente», spiega il governatore. «L’indice è poco sopra 30 casi su 100.00 abitanti, si può consolidare questa situazione di relativa sicurezza per la nostra regione. Avevamo chiesto al ministro Speranza di porre Pescara in zona bianca da subito, visti i numeri registrati da oltre un mese, ma non c’è questa disponibilità a derogare. Purtroppo la norma», conclude Marsilio, «prevede che i presidenti di Regione possano fare solo norme più restrittive di quelle che prevede il governo e che prevedono i decreti, ma quando c’è un’eccezione in positivo non si può fare. Pescara avrebbe meritato, anche simbolicamente, l’ingresso in zona bianca».
I DATI. L’indice Rt è leggermente sceso rispetto alla scorsa settimana attestandosi a 0,87. L’incidenza dei casi ha rappresentato ancora numeri da zona bianca che fanno ben sperare per la valutazione che verrà fatta al termine della settimana che sta per iniziare e che dovrebbe far diventare l’Abruzzo la quarta regione a uscire dalle restrizioni dopo Molise, Sardegna e Friuli Venezia Giulia. Ottimali anche i parametri relativi ai ricoveri. Il tasso di occupazione dei posti letto in terapia intensiva resta al 9% e scende all’11% per l’area non critica, numeri lontani dalle soglie di allarme, fissate al 20 e al 30% per l’area arancione e al 30 e al 40% per la zona rossa. Ma tutto questo non è bastato per anticipare la zona bianca. Bisogna aspettare il 7 giugno.

