Ecco le fontane storiche abbandonate

19 Agosto 2015

Penne, il degrado cancella la bellezza dell’Acquaventina. Le altre fonti ricoperte dall’erba che nessuno taglia da tre anni

PENNE. Dimenticate, sovrastate dalla vegetazione selvaggia e martoriate dall’incuria del tempo, le antiche fontane monumentali pennesi vivono un lento e inesorabile declino. Un patrimonio artistico, culturale e turistico lasciato in un colpevole stato di abbandono. E pensare che nemmeno un mese fa l’amministrazione comunale del sindaco Rocco D’Alfonso ha inaugurato in piazza Luca da Penne una nuova e moderna fontana. Da Fonte Nuova a Santa Rufina, da Blanzano a Trifonte, da Ossicelli a San Simone, da Sacioli a Cupo, passando per Fonte Murata, tutte descritte dagli storici, dall’epoca romana fino agli anni Cinquanta tutte attive come lavatoi e per l’abbeveraggio degli animali, sono adesso finite nel dimenticatoio.

Fonte Nuova, ad esempio, oggi è praticamente inaccessibile per via delle vegetazione spontanea che ha letteralmente inghiottito il viottolo che dal parcheggio del Conad, vicino al terminale del bus Ambrosini, conduce all’antica fonte. La prestigiosa Fonte dell’Acquaventina, addirittura citata da Vitruvio nel suo trattato di architettura, se la passa forse peggio di tutte le altre e vive la situazione più paradossale. Esaltata già nel I secolo A.C. per le sue superbe proprietà curative, l’Acquaventina alla fine dell’Ottocento diventò uno degli stabilimenti termali più importanti e frequentati d’Italia, tanto che le sue acque curative venivano esportate in molti centri italiani. Adesso tutto è andato perso: l’antica fontana è in un totale stato di abbandono così come la struttura che, costata occhio e croce oltre un miliardo delle vecchie lire, avrebbe dovuto ospitare un nuovo e all’avanguardia centro termale accrescendo le prossibilità turistiche di Penne. Di tutto ciò rimane una fontana antica abbandonata e un ammasso di cemento armato ennesima cattedrale dello spreco di risorse pubbliche.

Risale forse a settembre 2012 l’ultimo tentativo di porre rimedio alla disastrosa situazione delle antiche fontane quando l’amministrazione comunale ha stipulato una convenzione con la sezione vestina di Italia Nostra. All’associazione presieduta da Giuseppe Orsini era stata affidata la pulizia, la cura e la gestione della segnaletica delle fontane. L’iniziativa, seppur lodevole, ha avuto un successo solo momentaneo e, con il passare dei mesi, la situazione di degrado e di abbandono delle storiche fonti è tornata a essere altamente preoccupante.

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