«Ecco le priorità della nostra città»

29 Marzo 2019

Le richieste dei commercianti: porto e collegamenti, area di risulta e decoro

PESCARA. «Il nuovo sindaco? Deve avere un’idea, un sogno, un progetto di città, contrariamente a quanto accaduto fino ad oggi. Per fare di Pescara una città unica, dove ci siano possibilità di aggregazione non solo tre mesi l’anno ma tutti i mesi. Una città sempre accogliente, viva e vivibile, veloce, ecologica e accessibile». Claudio Minicucci, della gastronomia “Alla Chitarra Antica” spiega ciò che vorrebbe dal futuro sindaco di Pescara. Un sindaco, dice, che dovrebbe «dare una speranza a Pescara».
Sempre dal mondo del commercio dice la sua sulle priorità della prossima amministrazione comunale anche Ugo Zamparelli (Uza), commerciante storico. Ricorda Pescara come «una città giardino» e suggerisce di puntare proprio a quel modello. «Al nuovo sindaco chiederei una maggiore cura di aiuole, parchi e giardini». Se non si pensa a questi aspetti «è come avere una casa disordinata». Poi crede che l’amministrazione «dovrebbe puntare sul porto, comprando una draga» per evitare l’insabbiamento dei fondali. E sull’aeroporto, che «va potenziato». Altrimenti, «come facciamo ad interagire con l’altra faccia dell’Adriatico?», prosegue Zamparelli pensando ai trabocchi e alle navi «che non ci sono più».
Il ripristino del collegamento con la Croazia è una delle richieste di Pietro D’Agostino, titolare della gelateria Bibò (insieme ad Alessandro D’Albenzio). L’aliscafo che arrivava al porto dalla ex Jugoslavia «portava movimento», fa notare D’Agostino. Più in generale, si dovrebbe «incrementare il turismo» sfruttando le potenzialità di Porta Nuova dove «andrebbero organizzate più manifestazioni, e penso ad alcune strutture che non vengono sfruttate abbastanza, come lo stadio e l’Aurum. E si dovrebbe incentivare l’uso della pineta dannunziana». Poi, facendo i conti con i «disagi notevoli» delle ultime settimane per i lavori in corso in via Pepe, D’Agostino chiede di «superare questa situazione». Dalla vicina via Vespucci, Teresa D’Aiello (centro estetico PassionEstetica) parla della «giungla che si è creata con la liberalizzazione delle licenze. Ci sono attività dello stesso settore a pochi metri di distanza una dall’altra e in alcuni casi si tratta solo di meteore. Il Comune potrebbe promuovere dei corsi gratuiti di marketing per aiutare le attività a sopravvivere o fare da intermediario tra i commercianti per assicurare che ci siano negozi sempre aperti, magari seguendo una turnazione. Andrebbe comunque ridotta la burocrazia, da parte del Comune, che dovrebbe garantire posti auto a tariffe ridotte: e i commercianti potrebbero metterli a disposizione dei clienti».
Nicola Genobile, il cui nome è legato alle bontà abruzzesi, prima tra tutte la porchetta, ha a cuore la trasformazione dell’area di risulta. «Sarebbe importante soprattutto realizzare in quella zona una grande sala per convegni e congressi che potrebbe ospitare manifestazioni a livello locale e nazionale». Pescara ne guadagnerebbe in termini «di immagine» e si realizzerebbe «una svolta epocale a livello commerciale». Altro punto importante: «Bisogna riorganizzare i mercati rionali, rilanciare i mercati coperti di via dei Bastioni e piazza Muzii e creare altri piccoli mercati rionali per dare nuova vita ai quartieri e far lavorare di più anche i negozi fissi».