Ecco le ruspe, il Ferro di cavallo va giù

4 Luglio 2023

Distrutto il fortino dell’illegalità. Regione e Comune: giornata storica, oggi cade il simbolo del degrado». Esultano i residenti 

PESCARA. Il Ferro di cavallo crolla pezzo dopo pezzo, tra nuvole di polvere e calcinacci. I primi colpi di benna sul palazzone giallo, per decenni simbolo del degrado di Rancitelli, sono stati inferti alle 12.37 di ieri mattina, dal presidente della Regione Marco Marsilio e dal sindaco Carlo Masci. Muniti di caschetto di protezione e giubbetto di sicurezza, sono saliti, a turno, sull’escavatore della ditta appaltatrice e con la “pinza mordente”, guidati da un tecnico, hanno iniziato l’abbattimento delle pareti al quinto piano di uno dei tre edifici spalmati su un ettaro di terra e svuotati da mesi e che entro agosto (salvo ritardi) saranno completamente rasi al suolo.
AL SUO POSTO 56 ALLOGGI Al posto del Ferro sorgeranno 56 appartamenti Ater che il Comune assegnerà agli aventi diritto, attingendo da una graduatoria che riaprirà il 2 agosto. L’apertura del cantiere per la costruzione dei nuovi alloggi è prevista entro la fine dell’anno. Ad assistere alla demolizione del fortino dell’illegalità c'erano anche il presidente del Consiglio regionale, Lorenzo Sospiri; l'assessore comunle alle Politiche della Casa, Isabella Del Trecco; i deputati Nazario Pagano e Guerino Testa; i vertici dell’Ater, con il presidente Mario Lattanzio e il direttore Gianni D’Addazio; i consiglieri regionali Luca De Renzis e Vincenzo D’Incecco; gli assessori comunali Gianni Santilli e Alfredo Cremonese; i consiglieri comunali Alessio Di Pasquale, Ivo Petrelli, Sabatino Andreelli e Zaira Zamparelli; per l'impresa Gentile Ambiente di Napoli e Rapino, che si sono aggiudicate l’appalto Ater da un milione 214mila e 41 euro di fondi Cipe, veicolati attraverso la Regione Abruzzo, il direttore dei lavori Marco Pasqualini e il direttore della sicurezza, Domenico Cifani.
DISTRUTTO UN SISTEMA Dalla parte opposta del manufatto in cemento armato, abbattuto ufficialmente ieri a favore di taccuini e telecamere, giacciono tonnellate di calcinacci già buttate giù all’avvio del cantiere, il 17 maggio scorso. «Questi casermoni alveari sono figli di quella cultura urbanistica di sinistra che non solo a Pescara, ma in tutte le grandi periferie, hanno prodotti questi risultati», il commento del presidente Marsilio, «certi quartieri sono insanabili. Non basta dire mettiamoci la polizia, o le garitte, e trasformarli in una sorta di supercarcere. Bisogna modificare radicalmente la conformazione stessa dei quartieri ed è quello che stiamo facendo, perché la ricostruzione avverrà con una diversa tipologia urbana ed edilizia e maggiori controlli. Io spero che questa procedura di andare a incidere chirurgicamente e senza paura rigenerando i quartieri possa essere anche utilizzata altrove. Dopo decenni di rassegnazione e complicità manifeste, qui ci sono amministrazioni che non fanno compromessi». Il sindaco Masci ha sottolineato «la perfetta sinergia tra gli enti, Regione, Comune, Ater, prefettura, questura, tribunale, per arrivare a questo obiettivo storico, eliminare il fortino dell'illegalità, che nessuno finora ha mai avuto il coraggio non solo di realizzare, ma neppure di pensare. Noi, invece», va avanti Masci, «abbiamo reso la vita difficile a chi delinque lanciando loro il messaggio che lo Stato c'è. E abbiamo distrutto un sistema, abbattendo in pochi anni centomila metri cubi di degrado, dai 50mila metri cubi del Ferro di Cavallo ai 30mila di via Lago di Borgiano, ai 20mila dell'ex Enaip. E laddove c’era lo spaccio ci sarà una piazza, verde, acqua e servizi. La battaglia continua in collaborazione con le forze dell’ordine a cui sono demandati controlli e sicurezza».
GIORNATA STORICA L’assessore Del Trecco: «È una giornata storica, finalmente si dà respiro a una zona urbanizzata di edilizia pubblica non controllata. Oggi cade il simbolo del degrado e inizia un sogno. Dei 120 appartamenti del Ferro di cavallo, 98 erano occupati in parte da persone non aventi diritto sulla base della legge 96/96. Settanta famiglie sono state allocate nei vari quartieri della città e la graduatoria in corso aprirà a tutti, non solo ai futuri inquilini, degli alloggi Ater da costruire».
RICORDIAMO CANDELORO «La demolizione che parte oggi», evidenzia il presidente Sospiri, «è l’atto finale di un’attività di progettazione e studio che garantisse al quartiere riqualificazione edilizia, urbanistica e sociale, ma soprattutto la vivibilità. Portiamo a compimento un’operazione iniziata 25 anni fa quando l’assessore Lucio Candeloro sosteneva che per risanare una periferia nata male non basta spalmare soldi per ristrutturare le case, ma occorre il coraggio di abbattere, di aprire spazi e ricostruire. A lui saranno intitolati gli spazi di aggregazione», nell'ex Ferro di cavallo. E mentre la ruspa prosegue i lsuo lavoro, un residente, Claudio Camplone, osserva la scena dal giardino di casa ed esclama: «Oggi ci torna il sorriso».