Ecco le vasche per l’acqua piovana

Lavori in via Pepe e sul lungofiume, l’Aca: «Così si alleggerisce il depuratore»
PESCARA. L’Azienda consortile acquedottistica ha appaltato le opere di realizzazione delle vasche di raccolta di prima pioggia sul lungofiume dei Poeti e in via Pepe e nel 2024 partirà anche la terza vasca dell’impianto B0 alla Madonnina. Durante gli acquazzoni, le acque meteoriche verranno raccolte e accantonate in queste vasche (dirottando sul depuratore solo i reflui civili, senza appesantirlo) e poi, a fine pioggia, le acque accantonate saranno rilanciate al depuratore. In questo modo, il depuratore non registrerà più dei sovraccarichi che provocherebbero lo sversamento delle acque reflue nel fiume, pericoloso dal punto di vista dell’inquinamento e già avvenuto in passato a causa del sistema attuale. È quanto emerso dalla relazione che Giovanna Brandelli, presidente dell’Aca, ha illustrato ieri in Comune alla commissione Ambiente presieduta da Ivo Petrelli. Le opere in corso promosse dall’Aca, ha spiegato Petrelli dopo la riunione, «mirano ad aumentare la capacità di trattamento del depuratore (che ora accoglie 3.740 litri al secondo), e realizzare almeno tre bacini di accantonamento delle acque di prima pioggia che consentiranno di spalmare il picco di afflusso e lo sforzo di depurazione in un lasso di tempo più lungo, in caso di pioggia. Per la vasca di prima pioggia nell’impianto B0 della Madonnina, i problemi da affrontare riguardano la presenza dei sedimenti. L’area dovrà essere svuotata e l’intervento prevede anche la realizzazione di una piazza fruibile in superficie. Non essendoci un impianto regionale adeguato per trattare i sedimenti, Pescara è però appesa a tale criticità», ha proseguito Petrelli riferendo del colloquio con la rappresentante dell’Aca.
È partito anche il Piano dell’Aca (finanziato con 11 milioni di euro del Pnrr) per la digitalizzazione della rete, che prevede l’installazione di segnalatori-misuratori di pressione lungo le condotte (da concludere entro il 2026). Tale attività sta permettendo di monitorare il quartiere dei Colli dove si stanno registrando cali di pressione, aprendo la caccia alle perdite sotterranee, per poi intervenire. Brandelli ha parlato anche dell’assenza di importanti fenomeni nevosi sulla Maiella, Morrone e Gran Sasso: se dovesse continuare così le sorgenti non si ricaricherebbero in vista dell’aumento del fabbisogno estivo di acqua ma prima di parlare di emergenza idrica l’Aca aspetta marzo, è stato ribadito ieri.

