Ecobonus, le regole finali Quanto costa rifare casa

5 Agosto 2020

Dalle nuove finestre ai pannelli solari: la spesa media dei lavori è 26mila euro

L’AQUILA. Ristrutturare una facciata di 50 metri quadrati può costare, in media, 840 euro. Per l’installazione di un impianto fotovoltaico si arriva fino a 5.550 euro. Per allarme e porte blindate si possono spendere fino a 1.700 euro. Il superbonus sisma e ristrutturazioni del 110% ha messo in moto, anche in Abruzzo, il mercato dell’edilizia, spingendo sugli investimenti sulla casa.
Interventi volti a migliorare l’efficienza energetica e la sicurezza delle abitazioni grazie alle detrazioni fiscali previste. Secondo l’Osservatorio ProntoPro, la domanda di professionisti impiegati nel settore edile e nella progettazione ha subìto una netta crescita, con la nascita di franchising e ditte specializzate, e un aumento della domanda per le ristrutturazioni del 17%.
INTERVENTI PIÙ RICHIESTI
Domotica, sicurezza ed efficienza energetica si collocano in cima alle preferenze, con il 72% del budget dedicato a queste tre tipologie di interventi per l’ammodernamento della casa. Un abruzzese su due pensa all’isolamento termico della propria abitazione con la sostituzione delle finestre (47%). Anche l’installazione di pannelli solari mostra un trend in ascesa (33%), con un aumento delle richieste di servizi ad hoc del 19% rispetto al 2019.
Il terzo intervento più richiesto all'interno delle abitazioni è la realizzazione di un nuovo tetto (13%), seguito dal rifacimento delle facciate (4%), grazie al bonus facciate cumulabile con l’ecobonus al 110%.
COSTI MEDI
Per quanto riguarda i costi da sostenere, facendo una media rispetto agli interventi più richiesti, l’efficientamento energetico dell’abitazione può richiedere un investimento a famiglia fino a 26.970 euro. Si va dall’intervento su una singola facciata di 50 metri quadrati con la pulizia, il rifacimento dell'intonaco e gli interventi murali non strutturali, all’installazione di un impianto fotovoltaico da 3 kw che necessita, invece, di una spesa fino a 5.500 euro.
Il bonus al 110% può essere utilizzato anche per il rifacimento del tetto per migliorare le prestazioni di isolamento termico. In questo caso, il costo medio è pari a 18mila euro per una superficie di 100 metri quadrati. Come anche per l’installazione di nuove finestre, che può richiedere un investimento di 2.500 euro, fino alla consulenza di un esperto in riqualificazione energetica che ha un costo medio di 130 euro.
Fra gli altri servizi, l’Osservatorio segnala che l’investimento medio in domotica può costare fino a 1.690 euro: si tratta nello specifico dell’installazione di sistemi d’allarme, anche con inferriate o porte blindate, a un costo medio di 7.250 euro.
INTERVENTI TRAINANTI
Ecco gli interventi principali, che danno diritto alla fruizione del bonus, a cui possono essere abbinate anche opere di ristrutturazione secondarie: l’isolamento termico delle superfici opache verticali, orizzontali o inclinate che interessano l’involucro dell’edificio con un’incidenza superiore al 25% della superficie disperdente lorda, la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti centralizzati per il riscaldamento, il raffreddamento o la fornitura di acqua calda sanitaria a condensazione, a pompa di calore, o di microgenerazione e gli interventi di ristrutturazione per la riduzione del rischio sismico.
Se vengono eseguiti interventi “trainanti” la detrazione al 110% si applica anche ad altre opere di riqualificazione energetica come l’acquisto e il montaggio dei condizionatori, di impianti solari fotovoltaici o la sostituzione degli infissi. Rientra nell'elenco degli interventi anche la realizzazione di infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici negli edifici.
COME FUNZIONA IL BONUS
Il superbonus del 110% previsto nel decreto Rilancio concede al contribuente beneficiario la possibilità di scegliere se usufruire della detrazione fiscale nelle cinque dichiarazioni dei redditi successive oppure se cederla alla ditta fornitrice dei lavori per ottenere uno sconto immediato in fattura: in questo caso i lavori possono essere effettuati praticamente a costo zero.
Il bonus può anche essere trasformato in un credito d’imposta, da cedere agli istituti bancari.
In particolare, il bonus può essere richiesto per gli interventi realizzati nel periodo che va dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021, finalizzati al recupero del patrimonio edilizio, al miglioramento dell’efficienza energetica, all’adozione di misure antisismiche, oppure al recupero o al restauro della facciata degli edifici esistenti, inclusi i lavori di sola pulitura o tinteggiatura esterna, l’installazione di impianti fotovoltaici e l'installazione di colonnine per la ricarica dei veicoli elettrici.
A CHI SPETTA
Ne possono usufruire condomini, persone fisiche al di fuori dell’attività di impresa, Istituti autonomi case popolari (Iacp), cooperative a proprietà indivisa, enti del terzo settore, associazioni e società sportive dilettantistiche. Escluse dall'agevolazione abitazioni signorili, ville e castelli. Per utilizzare il superbonus bisogna essere in possesso del visto di conformità rilasciato da intermediari abilitati alla trasmissione telematica delle dichiarazioni, o dai Centri di assistenza fiscale, che attesta la sussistenza dei presupposti che danno diritto alla detrazione. L'attestazione o asseverazione, rilasciata da tecnici abilitati alle certificazioni energetiche o professionisti incaricati della progettazione strutturale, direzione dei lavori delle strutture e collaudo statico, certifica il rispetto dei requisiti tecnici necessari per ottenere le agevolazioni fiscali, e la congruità delle spese sostenute.
SANZIONI AI PROFESSIONISTI
In caso di attestazioni o asseverazione infedeli, le multe sono salate e vanno dai 2mila a 15mila euro per ciascuna asseverazione infedele, oltre alle sanzioni penali qualora il fatto si configuri come un reato.
I professionisti che rilasciano le attestazioni devono stipulare una polizza di assicurazione della responsabilità civile, con massimale adeguato al numero delle attestazioni o asseverazioni rilasciate e ai relativi importi e, comunque, non inferiore a 500mila euro. In questo modo, viene garantito ai clienti e al bilancio dello Stato il risarcimento dei danni eventualmente provocati dall’attività prestata. L’asseverazione è rilasciata al termine dei lavori o per ogni stato di avanzamento dei lavori. Le spese che vengono sostenute per il rilascio delle asseverazioni rientrano nella detrazione.