Ecocentro, si punta al potenziamento

18 Luglio 2018

Città Sant’Angelo. Investimento da 250mila euro per mettere l’impianto a disposizione di altri comuni

CITTÀ SANT’ANGELO. L'ecocentro di Città Sant'Angelo si candida per diventare un punto di riferimento nell'area vestina e iniziare ad operare in un'ottica extracomunale. E mentre si lavora in questa direzione, si annuncia il potenziamento della piattaforma di stoccaggio, anche in funzione dell'avvio del porta a porta sul territorio comunale, con un investimento di 250 mila euro (fondi FSC).
«Si tratta di un vecchio finanziamento che risale alla giunta regionale guidata da Chiodi», spiega il sindaco Gabriele Florindi. «Adesso, con la firma della convenzione, saremo in grado di completare la filiera, e fare in modo che il rifiuto da costo si trasformi in risorsa. Assieme al nostro Comune, servirà anche altri comuni confinanti». Ma l'obiettivo è anche più ambizioso. «Il mio pallino», aggiunge il presidente della Linda, Guido La Torre, «è farlo diventare l'Ecocentro di tutta l'area vestina, mettendolo a sistema con le altre strutture presenti. Basti pensare che Montesilvano ha appena inaugurato il suo centro di raccolta, che è grande 500 mq: il nostro ne ha circa 3500. Significa che passando con l’integrazione con gli altri impianti, può agevolare la raccolta su base extracomunale». La Torre ha in mente anche la fusione con Attiva, la società di igiene urbana di Pescara che si unirà presto ad Ambiente, assieme alla Linda: giovedì ne discuterà il consiglio comunale di Pescara, poi sarà tutto pronto per avviare il “matrimonio”. Gli obiettivi della rinnovata Ambiente «sono l'implementazione dei servizi erogabili e la gestione del ciclo integrato dei rifiuti attraverso un unico soggetto». Il sogno è dotarla dell'impiantistica necessaria per creare un sistema di gestione, differenziazione e smaltimento totalmente in mano pubblica. Il documento di lavoro sulla fusione, datato aprile 2018, prevede che l'ecocentro angolano, «in considerazione degli ampi spazi ancora disponibili» e per «la complessiva conformazione dell'area», venga usato come base logistica per differenziare un'ampia tipologia di rifiuti (ora è riservato agli ingombranti). Nella relazione si evidenzia anche che la sede logistica «deve avere importanti implementazioni per consentire un uso sufficiente» e si ricorda la presenza di 20.000 mq, in area industriale, il cui utilizzo è tuttavia attualmente «limitato a prato agricolo». (p.d.s.)