Ecologica, no a D’Ambrosio Tatone rinuncia all’incarico

L’ex segretario Pd di Cappelle segue il trend del partito. Ma da Spoltore Matricciani difende il presidente della società: azione persecutoria verso di lui
CAPPELLE SUL TAVO. Non si placano le polemiche scatenate dalla nomina dell’ex parlamentare e sindaco di Pianella Giorgio D’Ambrosio, ex Pd alla presidenza della società mista Ecologica, partecipata al 51 per cento dalle spoltoresi Ambiente Spa, per la parte pubblica, e Deco Spa per la quota privata minoritaria. Contestata dai vertici pescaresi Pd di ogni ordine e grado insorti contro la designazione di big D’Ambrosio alla guida del braccio operativo della società dei rifiuti, Claudia Tatone, ex segretario Pd di Cappelle, anche lei nominata nel cda di Ecologica, ha optato per la rinuncia all’incarico. Resta in sella l’altro nominato, il segretario Pd di Spoltore Stanislao Capone, l’unica riconferma politica nel cda che pure nei giorni scorsi sarebbe stato ufficiosamente invitato dal suo partito a non presentarsi alla riunione d’insediamento del nuovo gruppo dirigente della società.
«Dal primo giorno della mia nomina in Ecologica ho avuto dubbi sull’accettare o meno, viste le reazioni indignate del mio partito, del sindaco di Pescara e del presidente della Provincia, sulla scelta di un presidente che non risponde a criteri di opportunità politica e amministrativa che il ruolo richiede. Ho deciso di non firmare l’accettazione dell’incarico. Dopo la riunione dei sindaci della Provincia, convocata dal segretario provinciale Francesca Ciafardini, alla presenza del segretario regionale Marco Rapino, è stato ancora più chiaro quanto i sindaci siano stati tenuti all’oscuro della volontà di Ambiente di procedere con nomina».
Ma in casa Pd si registra una voce fuori dal coro. È quella del presidente del consiglio comunale di Spoltore Lucio Matricciani, esponente di primo piano del Pd locale, che non condivide la levata di scudi del suo partito contro D’Ambrosio: «C’è tanto, troppo, Pd in questa vicenda che sentire le critiche che arrivano dallo stesso Pd è assurdo, se non patetico. Questa è un’azione persecutoria nei confronti di D’Ambrosio, atteggiamento che invece non è stato adottato per altri. Piena solidarietà all’amico D’Ambrosio, che sta subendo attacchi beceri a livello personale, non solo sul piano politico. Sembra un partito di verginelle, tutti pronti a scandalizzarsi perché D’Ambrosio è indagato che, ricordo, non significa colpevole. Il governatore D’Alfonso, il leader del Pd in Abruzzo, è un esempio lampante di politico indagato, processato e poi assolto. E stiamo a scagliarci contro D’Ambrosio trattandolo quasi da delinquente, come se già fosse stato condannato», conclude Matricciani. «Che dire poi della segreteria provinciale che secondo me», dice ancora Matricciani, «non riesce a governare il partito, non ha il polso della situazione, e cerca in maniera confusa e confusionaria di correre ai ripari, chiedendo ai suoi di non accettare l’incarico o di non presentarsi alle riunioni».
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