Ecomafie: bonifica di Bussi scarso coordinamento
PESCARA. «Dal complesso delle audizioni svolte fino ad oggi al dilà di una volontà delle imprese nell'assumersi una parte dell’onere delle bonifiche condizionata dal contenzioso giuridico ancora...
PESCARA. «Dal complesso delle audizioni svolte fino ad oggi al dilà di una volontà delle imprese nell'assumersi una parte dell’onere delle bonifiche condizionata dal contenzioso giuridico ancora aperto, abbiamo notato uno scarso coordinamento tra le varie componenti dell'amministrazione pubblica competenti per le bonifiche». Lo afferma il presidente della commissione Ecomafie Alessandro Bratti a proposito della situazione relativa alla discarica di Bussi a Pescara, a margine dell'audizione dei vertici delle società che hanno operato sul sito, la Solvay e la Edison.
La commissione Ecomafie ha avviato dallo scorso marzo una specifica attività d’indagine sulla vicenda complessiva di Bussi. Nei prossimi giorni, viene riferito in una nota, «i parlamentari si recheranno a Bussi per un sopralluogo sul sito contaminato e per una serie di accertamenti, che confluiranno in una apposita relazione sullo stato delle bonifiche dei siti d’interesse nazionale».
La commissione si occuperà anche della bufera, nata dagli articoli del Fatto quotidiano, che ha coinvolto la sentenza del processo sulla mega-discarica: presunte pressioni sui giudici popolari. E’ anche per questo che i parlamentari arriveranno a Pescara, non solo per fare un sopralluogo a Bussi ma anche per capire, come aveva annunciato il presidente Bratti, se ci sono state o no anomalie prima della sentenza del 19 dicembre 2014. Il verdetto della Corte d’Assise aveva scagionato 19 imputati della Montedison dall’accusa di avvelenamento delle acque e derubricato il disastro da doloso a colposo, dichiarandolo prescritto .
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