Economia, il viceministro: 1,5 miliardi per l’Abruzzo

Misiani (Pd) illustra gli stanziamenti destinati a imprese, famiglie e lavoratori: «Il governo metterà a disposizione questi fondi: 18 milioni andranno ai Comuni»
L’AQUILA. Sono quantificabili in un miliardo e mezzo di euro le risorse che lo Stato, attraverso i vari provvedimenti legislativi licenziati fin qui dal governo (Cura Italia, Decreto Liquidità e Decreto Rilancio), ha messo e metterà a disposizione dell’Abruzzo per affrontare la crisi economica causata dall’emergenza Covid. La cifra è stata fornita dal viceministro all’Economia Antonio Misiani nel corso di una conferenza stampa organizzata in diretta Facebook dal Pd abruzzese. Un appuntamento a cui hanno partecipato anche il presidente e il segretario regionali del partito, rispettivamente Manola Di Pasquale e Michele Fina, e il responsabile economia e lavoro Daniele Marinelli.
I NUMERI DELLA CRISI
È stato proprio Marinelli a ricordare l’impatto che l’emergenza sanitaria ha avuto sull’economia regionale. Al 19 maggio, sono 24.370 le richieste di cassa integrazione (ordinaria, in deroga e fondo integrativo statale) pervenute all’Inps dall’Abruzzo - per un totale di oltre 132 mila lavoratori interessati - e 17.460 quelle relative alla Naspi. A esse si devono sommare le 111.218 domande per il bonus da 600 euro previsto per i lavoratori autonomi e le 3.598 domande per il bonus baby sitting.
Sul fronte delle imprese, invece, alla stessa data si registrano 11.754 richieste di finanziamento tramite il meccanismo dei prestiti garantiti dallo Stato - di cui 605 per una somma superiore a 25 mila euro - per un importo totale di 431 milioni di euro.
LE MISURE
La condizione di emergenza e le perdite conseguenti hanno reso necessari interventi massicci da parte della politica economica del governo», ha affermato Misiani. «Interventi che sono stati resi possibili grazie al cambio di passo che si è registrato a livello europeo su Patto di Stabilità e scudo della Bce». Tra le misure più importanti elencate dal viceministro ci sono «il programma Sure da 100 miliardi per la cassa integrazione, 20 dei quali destinati all’Italia; i 200 miliardi per le imprese della Bei (Banca europea degli investimenti, ndc), 40 dei quali andranno all’Italia; la linea di credito del Mes, che vale 36 miliardi». Misiani ha ricordato anche «gli stanziamenti del Recovery Fund, in fase di costruzione, che ammontano, per il nostro Paese, in base alla proposta della Commissione europea, a 173 miliardi, tra prestiti e finanziamenti a fondo perduto. Tra Decreto Rilancio, Decreto Cura Italia e Decreto Liquidità, il governo ha messo in campo misure che valgono 75 miliardi di indebitamento e 180 miliardi di saldo netto da finanziare: il 10% per il sistema sanitario, oltre il 40% per il sistema delle imprese e altrettanto per le famiglie e il lavoro. A tutto ciò si aggiungono anche i 6 miliardi per comuni, province, città metropolitane e Regioni. Per l’Abruzzo ci sono 18 milioni di euro per i Comuni e 3 milioni per le Province».
RECOVERY FUND E RICOSTRUZIONE
Nel corso della conferenza stampa, Misiani ha commentato la proposta avanzata dal ministro dei Beni culturali Dario Franceschini per la realizzazione dell’alta velocità sulla dorsale adriatica: «Credo che debba essere oggetto di riflessione. Nell’ottica del funzionamento del Recovery Fund, vanno privilegiati gli investimenti e il trasporto su ferro non può che rientrarvi». Sulla ricostruzione il viceministro ha affermato: «Cercheremo in fase di conversione del Decreto Rilancio di fare nostre una parte delle proposte avanzate dal commissario Legnini. Per quanto riguarda il rifinanziamento della ricostruzione del cratere 2009, è un tema che affronteremo nella prossima legge di stabilità».
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