Ecospiaggia, scontro tra Carrozzine determinate e Comune

26 Agosto 2021

Polemiche sul tratto di spiaggia libera riqualificato di recente. L'associazione: "Per i diversamente abili è complicato muoversi, siamo stati presi in giro". La replica: "Enorme passo in avanti per l'inclusione, chi alza i toni non ha sempre ragione"

PESCARA. Infuria la polemica tra l'associazione Carrozzine determinate e il Comune di Pescara sull'ecospiaggia, il tratto di spiaggia libera che si trova davanti a viale Muzii, tra le concessioni Nettuno e Jambo,  recentemente riqualificato grazie alla collaborazione della Fater e l'appoggio di Legambiente. "Questa mattina siamo a Pescara per protestare contro le scelte sbagliate di un'ammistrazione che ha progettato un'ecospiaggia con giardino dunale, chiosco, passerella e spiaggia dove per le persone diversamente abili e in carrozzella è complicato muoversi", con queste parole Claudio Ferrante, presidente dell'associazione Carrozzine determinate, attacca il Comune nel corso di una conferenza stampa che si è svolta questa mattina.

"Ancora una volta prendono in giro la disabilità, ancora una volta ci danno dei cretini e noi ancora una volta oggi siamo in campo per protestare e far valere il diritto di usufruire del mare a 360 gradi. Vorremmo chiedere al sindaco Masci, che avevamo invitato, come si fa a progettare una struttura così. Questa non è una spiaggia per tutti né tanto meno un gioiello di inclusione, come è stata presentata dal Comune". "Le persone in carrozzina o quelle che hanno difficoltà di deambulazione", prosegue Ferrante, "non possono infatti accedervi, perché non sono state previsti parcheggi e piazzole di sosta con palme od ombrelloni, per consentire loro di fruire della spiaggia stessa e del mare. Avevamo preparato anche una carrozzina specificamente predisposta per il sindaco di Pescara, proprio per dimostrargli che questa spiaggia, costata 170mila euro, divide e discrimina. È una violazione dei diritti umani. Per l'ennesima volta, però, non siamo stati ascoltati. E un sindaco che non accetta il dissenso e non ascolta i suoi cittadini e i diversamente abili dovrebbe dimettersi".

 A distanza di qualche ora arriva la risposta dell'amministrazione comunale pescarese. "L'Ecospiaggia di Pescara non è un modello perfetto, perché ogni modello è perfettibile e quindi migliorabile, ma è un enorme passo in avanti per il recupero di uno spazio e per l'inclusione: senza barriere architettoniche e, quel che più conta, senza barriere mentali". è quanto sostiene l'amministrazione comunale di Pescara in replica alle accuse dell'Associazione Carrozzine Determinate che ha denunciato la poco sostenibilità per le categorie dei disabili della Ecospiaggia. "La presunzione di avere il monopolio della verità è propria di chi ha bisogno di alzare continuamente i toni per poterla affermare. Insistere su temi ritriti e su accuse generiche con slogan e proclami anche denigratori, e pretendendo un ruolo sempre e comunque, non fa onore né a chi se ne rende protagonista né a chi si pretende di rappresentare. L'amministrazione comunale è stata attentissima sia alla normativa sulle disabilità sia alle istanze che provengono dal mondo della disabilità, che ha coinvolto in maniera attiva nella fase della progettazione, in quella della realizzazione e persino in quella della gestione dell'Ecospiaggia. Gli attestati giunti da disabili provenienti anche da fuori regione ne danno eloquente riscontro; le gratuite affermazioni provenienti da vicinissimo, invece, non sono 'distruttive' ma 'distrattive', con finalità incomprensibili, e pertanto inaccettabili nella forma e nella sostanza".

L'Ecospiaggia "è una realtà di condivisione e di inclusione fattiva - si sottolinea nella nota - come i ragazzi di Sport21 che vi lavorano con entusiasmo e professionalità possono liberamente testimoniare e come tutti - tranne qualcuno che non vuole - possono vedere. È uno spazio per tutti, non una 'riserva' per qualcuno, contrariamente a quello che pensa chi oggi invece la evoca come parametro di riferimento in favor di microfono. Questo caso conferma - si conclude nella nota - purtroppo che chi più alza i toni non ha sempre ragione, oltre a non avere argomenti per sostenere poche idee, ma confuse".