Ed è protesta contro il carcere duro

Cospito è in sciopero della fame: scritte e manifestazioni a Milano e Genova
PESCARA. Decine di scritte comparse sui muri di Pisa; la protesta sulla gru del cantiere al Teatro della Scala a Milano; frasi anarchiche come «Lo Stato tortura. Alfredo fuori dal 41bis» spuntate sul palazzo di giustizia di Genova. Da giorni, in Italia si susseguono le proteste in nome di Alfredo Cospito, il pescarese di 55 anni poi trasferito a Torino e considerato la mente degli anarchici. Cospito è in sciopero della fame da oltre un mese perché sottoposto a un regime restrittivo nel carcere di Sassari dove si trova recluso: è detenuto da quasi 10 anni con l’accusa di strage contro la sicurezza dello Stato.
Oltre al nuovo processo davanti al tribunale di Perugia (vedi articolo in alto), anche a Torino l’esponente anarchico è atteso da un nuovo giudizio d’appello per il caso Scripta Manent: la Cassazione ha annullato la precedente sentenza e ordinato un altro passaggio davanti ai giudici piemontesi, dopo avere modificato il capo d’accusa per uno degli episodi contestati, l’attentato alla Scuola allievi dei carabinieri di Fossano (Cuneo) nel 2006: da strage comune è diventato strage politica, un reato che come pena massima prevede l’ergastolo.

