Ed è scontro sulle misure preventive

Marcozzi (M5S): «I casi aumentano, la Regione tace». L’assessore Verì: «Accusa falsa»
L'AQUILA. È scontro tra l'assessore alla salute, Nicoletta Verì, e il Movimento 5 Stelle sull'emergenza coronavirus. La capogruppo in Regione, Sara Marcozzi parla di «numeri che invitano alla prudenza» e invita la giunta regionale «a dire, una volta per tutte, cosa vuole fare per rallentare l'avanzata del virus». Di rimando, l'assessore Verì: «L'Abruzzo è pronto anche a scenari più gravi. È incredibile che chi accusa il governo regionale di fare propaganda, utilizzi un tema delicato come il Covid per cercare di ottenere un po’ di visibilità, mettendo insieme argomenti a caso per creare confusione ad arte». MANCANO RISPOSTE. «I sostanziali aumenti di casi di positività al Covid, che si sono registrati negli ultimi giorni in Abruzzo, ci ricordano che il virus circola ancora. Ma se dal ministero della Salute arrivano indicazioni da seguire per rallentarne la propagazione», afferma Marcozzi, «dalla Regione non c'è alcuna indicazione di un piano per aumentare il numero dei tamponi sul territorio, né di una strategia su come intervenire se le cose dovessero peggiorare. Piano che doveva già essere preventivamente strutturato, anche alla luce della riapertura delle scuole. I numeri che vanno ben oltre i cento nuovi casi di positività, non devono essere sottovalutati».
PIANO D'AZIONE. «Quanti tamponi è in grado di fare Regione Abruzzo al giorno? Quali sono i tempi per poterne effettuare uno? E quanto bisogna aspettare per avere la comunicazione del risultato?», chiede Marcozzi, «tutte domande a cui nessuno dal centrodestra abruzzese è ancora stato in grado di rispondere, così come non sappiamo nemmeno come abbiano intenzione di agire se dovesse esserci un ulteriore peggioramento e se sono previste chiusure. I dati oggettivi sull'aumento dei casi in Abruzzo impongono un'analisi seria e la strutturazione di un piano chiaro di interventi. Il centrodestra si dimostri all'altezza del compito e difenda la salute degli abruzzesi con ogni mezzo».
ABRUZZO PRONTO. Immediata la replica dell'assessore Verì. «L’Abruzzo è pronto per affrontare un'eventuale nuova emergenza pandemica: da mesi abbiamo approntato i giusti e necessari strumenti per non farci trovare impreparati. Siamo stati tra le prime regioni italiane a vedersi approvare la rete ospedaliera Covid dal ministero e sull’assistenza territoriale e domiciliare abbiamo previsto protocolli e procedure che stanno già funzionando, in questi giorni in cui il numero dei contagi è tornato a crescere». Verì invita «a leggere con cautela i dati. Non ha senso guardare solo a quel segno più in termini assoluti», dice, «va considerato se si tratta di casi da sospetto diagnostico o da attività di tracciamento. Queste ultime, infatti, rappresentano un fattore positivo nella gestione della pandemia, perché significa che il sistema di controllo delle Asl funziona e riesce ad aggredire e isolare i focolai, limitandone l’estensione».
TAMPONI. Sulla capacità regionale di effettuare un adeguato numero di tamponi, Verì aggiunge come «ad oggi, in Abruzzo, non si registri alcun tipo di carenza. Il sistema è stato potenziato e conta su un numero di laboratori autorizzati dal ministero sufficiente a far fronte alle attuali ed eventuali più gravi esigenze, che dovessero presentarsi. Sui tempi di effettuazione degli esami non si registrano attese superiori ad un paio di giorni, così come non superano le 24-48 ore i tempi di risposta. Nell'ultimo report, ad esempio, tutti i tamponi erano stati prelevati tra il 25 e il 26 settembre. Accusare il governo regionale, ma soprattutto tutti gli operatori sanitari che stanno lavorando senza sosta da mesi per combattere il Covid, non è solo infondato», conclude, «ma anche profondamente ingiusto nei loro confronti». (m.p.)

