Edifici pericolanti di Rancitelli: la demolizione entro primavera

Il presidente dell’Ater Lattanzio annuncia tempi brevi per l’avvio dei lavori in via Lago di Borgiano Approvata la convenzione con il Comune per realizzare un parco o una scuola al posto dei palazzi
PESCARA. Entro i primi mesi dell’anno prossimo, potrebbero già partire i primi lavori per demolire i tre edifici di via Lago di Borgiano, nel cuore di Rancitelli, sgomberati il 4 luglio del 2017 per il rischio crollo. Ad annunciare tempi brevi per i tre fabbricati, ai numeri civici 14, 18 e 22, è stato ieri Mario Lattanzio presidente dell’Ater, l’azienda delle case popolari che dovrà gestire la difficile operazione. «Le 85 famiglie sgomberate», ha affermato, «sono state quasi tutte sistemate altrove. Alle rimanenti verranno assegnati alcuni alloggi liberi».
Intanto, nei giorni scorsi la giunta comunale ha approvato uno schema di convenzione con l’Ater, fondamentale per realizzare nuove opere, definite in gergo tecnico di urbanizzazione secondaria, al posto dei palazzi da abbattere. La convenzione, che ora dovrà essere firmata dal sindaco Carlo Masci e dal presidente Lattanzio, prevede lo storno di una parte degli 11.520.000 euro assegnati dal Cipe (Comitato interministeriale per la programmazione economica) alla demolizione, per consentire al Comune di realizzare le nuove opere.
In pratica, l’ente riceverà 2.304.000 euro per fare i lavori, mentre all’Ater resteranno 9.216.000 euro per la demolizione. Questa suddivisione, pari al 20 per cento dell’intera somma, è stata stabilita al momento della concessione del finanziamento pubblico da parte del Cipe.
Non ci sarebbe, però, ancora un progetto per la realizzazione delle opere che dovranno sostituire i tre palazzi da abbattere. In passato, si era parlato di un parco o di una scuola, o comunque di uno spazio di aggregazione che possa migliorare la qualità della vita in un quartiere così difficile. «Il Comune», spiega la delibera approvata dalla giunta con lo schema di convenzione, «ha manifestato l’interesse alla realizzazione di opere di urbanizzazione secondaria per un importo pari al 20 per cento del finanziamento complessivo, per un incremento della qualità urbana e della dotazione infrastrutturale dei quartieri degradati, al fine di innalzare i livelli di qualità dell’abitare, non solo per quanto attiene strettamente agli spazi della residenza, ma anche in relazione al contesto territoriale, in termini di decoro, fruibilità e sicurezza».
L’Ater ha condiviso l’iniziativa del Comune e dopo la sottoscrizione della convenzione partirà l’iter per elaborare un progetto e, successivamente, saranno avviati i lavori. Il decreto del Cipe prevede, tuttavia, un’attività di monitoraggio per il controllo delle operazioni e poi una rendicontazione da inviare al ministero delle Infrastrutture. L’Ater, che sarà invece stazione appaltante, ha già pronto il progetto per la demolizione.
«In questo modo», aveva detto tempo fa il presidente del consiglio regionale Lorenzo Sospiri, che ha seguito l’iter per il finanziamento per la demolizione degli edifici di via Lago di Borgiano, «si apre un nuovo capitolo della vicenda ed è quello della rinascita di un intero quartiere. Questo significa che nel progettare nuove opere per via Lago di Borgiano, dovremo tenere conto della riqualificazione dell’intero quartiere di Villa del Fuoco, pensando ad opere pubbliche capaci di aumentare il livello della qualità della vita, allungando lo sguardo fino a via Lago di Capestrano, via Tavo e al Ferro di cavallo».
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