Edificio a rischio, 7 famiglie vivono ancora all’interno

27 Giugno 2021

Il palazzo dichiarato instabile non è stato ancora sgomberato completamente Restano aperte anche le attività commerciali. Ma il sindaco annuncia novità

MONTESILVANO. Sono trascorse ormai più di 6 settimane dalla firma dell’ordinanza per lo sgombero del palazzo di via Leopardi, eppure alcune famiglie vivono ancora al suo interno così come le attività commerciali al piano terra sono tuttora aperte al pubblico. Il caso del condominio «Riviera 1», l’edificio che conta al suo interno 250 unità immobiliari e 13 locali commerciali, e che secondo la perizia di un ingegnere sarebbe a rischio di crollo, continua a dividere l’opinione pubblica a Montesilvano e in particolare a creare polemiche da parte dei residenti che hanno lasciato le proprie abitazioni.
A seguito del provvedimento del primo cittadino, che dichiarando inagibile l’edificio ha ordinato lo sgombero dell’intero edificio che affaccia sul lungomare di Montesilvano, nella zona più turistica della città, la maggior parte delle circa 40 famiglie residenti in maniera stabile nel palazzo hanno abbandonato le proprie case in attesa della messa in sicurezza. Ma ci sono ancora 7-8 famiglie, tra cui una coppia di anziani e diversi stranieri che, non avendo altre possibilità, continuano a soggiornare regolarmente nell’edificio. Allo stesso tempo, alcune delle attività al piano terra, come il bar e il ristorante, proseguono con il proprio lavoro nonostante l’ordinanza coinvolga anche quella porzione di edificio.
È’ per questa ragione che nei giorni scorsi alcuni residenti hanno chiesto l’intervento del primo cittadino Ottavio De Martinis affinché si faccia chiarezza sulla reale pericolosità dell’edificio. A tornare a chiedere l’intervento del prefetto di Pescara, invece, sono state questa settimana le opposizioni in consiglio comunale, Pd e M5S, che hanno evidenziato ancora una volta «il controsenso dovuto al fatto che, da un lato il sindaco ha ordinato lo sgombero per il rischio di crollo dello stabile e dall’altro non ha interdetto la viabilità sul lungomare dove, a partire dal primo luglio, è in programma anche l’isola pedonale con eventi estivi».
Nei giorni scorsi il primo cittadino aveva spiegato come, prima di procedere a un eventuale sgombero coatto dello stabile, sarebbe stato necessario attendere la notifica del provvedimento a tutti i proprietari delle abitazioni e dei locali commerciali. «Stiamo facendo tutte le verifiche del caso», commenta oggi De Martinis, «e la prossima settimana potrebbe essere quella cruciale, perché potrebbero esserci delle novità. Andiamo avanti nonostante le polemiche anche perché, a conti fatti, finora non abbiamo ricevuto nessun ricorso contro l’ordinanza, né tantomeno nessuna controperizia rispetto a quella dei tecnici incaricati dall’amministratore del condominio. Io ho firmato un’ordinanza sulla base di una relazione che evidenziava l’inagibilità dell’edificio. Questo non significa però che bisogna sgomberare un intero quartiere».
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