Edificio da demolire, no ai rimborsi

15 Maggio 2017

I periti: «Non è stato il terremoto a rendere pericoloso l’immobile»

PESCARA. Niente risarcimenti per i 40 proprietari dell’edificio pericoloso di viale D’Annunzio 259-261. I periti, nominati dal giudice, non hanno ritenuto che l’immobile sia stato danneggiato dal terremoto del 6 aprile del 2009. Così, le spese per la demolizione saranno a carico dei proprietari.
Erano stati proprio i condomini a richiedere un nuovo accertamento tecnico con la speranza di poter ottenere, in caso valutazione favorevole, il 50 per cento della somma preventivata per l’abbattimento, ossia circa 400mila euro. Per la verità, l’Ufficio territoriale per la ricostruzione si era già espresso in passato in maniera negativa. I proprietari, però, avevano voluto tentare di nuovo questa strada, anche se nel frattempo hanno provveduto a raccogliere le somme necessarie, sia per l’abbattimento, che per la ricostruzione di un nuovo stabile, per una spesa di circa 5-6 milioni di euro.
Ora, la speranza di ottenere un aiuto economico tramite i fondi per la ricostruzione post terremoto si è completamente dissolta. Ecco cosa hanno scritto, in sintesi, i periti. «All’esito delle indagini peritali svolte», si legge, «risulta giustificata la conclusione che, nel caso di specie, l’evento sismico non risulta con alto o elevato grado di credibilità razionale essere stata condizione necessaria dell’evento conclusivo, cioè dell’inagibilità finale del fabbricato». Il vice sindaco Antonio Blasioli, che ha seguito la vicenda dall’inizio, contattato dal Centro, ha commentato: «Dispiace che l’esito dell’accertamento tecnico non sia quello che i condomini avevano auspicato, ora tocca procedere alla demolizione».(a.ben.)
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