Edison, ricorso accolto. Chi bonifica Bussi?

8 Marzo 2015

Il Consiglio di Stato dà ragione alla società. Ora occorrerà utilizzare i 50 milioni a disposizione di Goio

BUSSI SUL TIRINO. E' stata appresa con profondo senso di preoccupazione anche da parte del sindaco Salvatore Lagatta, la sentenza con la quale il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso della Edison sulla bonifica delle aree delle discariche Tre Monti e di quelle esterne al sito industriale 2Ae 2B. Il Tar, al quale la Edison si era rivolto per opporsi alla diffida del ministero dell'Ambiente, aveva respinto il ricorso con soddisfazione di chi vive a Bussi. A parte le motivazioni di carattere giuridico che hanno indotto il Consiglio di Stato ad accogliere le ragioni della Edison, ora il quadro che si preannuncia diventa un po' più complicato, poiché la bonifica delle aree esterne e della Tre Monti che doveva essere effettuata, da parte del commissario Adriano Goio (foto), a danno della Edison, dovrà essere messa in cantiere utilizzando i soli 50 milioni di euro a disposizione del commissario. Una somma irrisoria considerando che Goio deve comprendervi anche la bonifica del sito industriale e fermo restando che per questa seconda parte di bonifica si era offerta la Solvay, che attualmente occupa il sito, a una collaborazione finanziaria di svariati milioni di euro, alla quale aveva aggiunto anche la realizzazione della barriera idraulica. Un lavoro quest'ultimo che in realtà ha già intrapreso, che costa oltre 3 milioni di euro e che serve a emungere l'acqua inquinata di falda, ripulirla e rimetterla in circolazione. A Bussi ci si chiede se sia proprio vero che in Italia chi inquina comunque non paga. Ora il rischio è che la bonifica non si faccia, perché i denari che Goio conserva sono finalizzati alla bonifica solo in aree o parti di esse dove materialmente andrà a insediarsi un nuovo investitore, cioè mirate alla puntuale reindustrializzazione. Per ora ci sono proposte accettate per l'insediamento all'interno del sito industriale da parte della Farmaceutica Filippi con la promessa di impiego di 200 maestranze e si presume che qui la messa in sicurezza e la bonifica possano aver luogo, ma per le aree esterne le proposte sono aleatorie e non c'è nulla di certo. L'unica strada è quella dell'Avvocatura dello Stato che dovrebbe intraprendere una azione civile nei confronti di Edison per avere ragione dei danni. Sul fronte della bonifica restano 2 incognite: la sufficienza dei fondi e il progetto che Goio deve presentare.