Effetto Covid, cassa integrazione da record

I dati del Rendiconto sociale dell’Inps: si passa da 4,5 milioni di ore del 2019 a 61,5 milioni del 2020
L'AQUILA. Un numero su tutti, che delinea lo spaccato della situazione economica, in Abruzzo. Le ore di cassa integrazione autorizzate dall'Inps sono passate dai 4,5 milioni del 2019 ai 61,5 milioni rilevati al 31 dicembre 2020, con un aumento del 1.249%. Di questi, oltre 43 milioni hanno riguardato la cassa ordinaria, 3 milioni e 600mila la cassa straordinaria e 14 milioni e mezzo di ore la cassa in deroga.
È quanto emerso dal Rendiconto sociale Inps Abruzzo 2019 e dal Focus 2020, presentati, ieri, dal direttore regionale Inps Abruzzo, Luciano Busacca. Presenti istituzioni e rappresentanti del mondo socio-economico abruzzese.
EXPLOIT CASSA
INTEGRAZIONE
Numeri da capogiro, diretta conseguenza del lockdown e delle restrizioni imposte alle aziende dalla pandemia. Gli oltre 61 milioni di ore di cassa integrazione, nelle diverse tipologie, sono così ripartite per provincia: 24 milioni 278mila a Chieti, 17milioni 324mila a Teramo, 10 milioni 356mila a Pescara e, fanalino di coda, L'Aquila con 9 milioni 512mila ore. La cassa integrazione ordinaria, con 43 milioni 313mila ore su base regionale, ha superato di gran lunga quella in deroga, ferma a 14 milioni 502mila ore. 3 milioni 654mila le ore richieste e autorizzate per la cassa straordinaria. La variazione percentuale è stata del 1.249%, rispetto al 2019, con un picco del 40.393% in più se si considera la cassa in deroga. in questo caso, la provincia che ha fatto maggior utilizzo di tale strumento è stata quella dell'Aquila, con un aumento del 603.198% di ore.
INDENNITÀ 600 EURO
Per il mese di marzo 2020 il decreto Rilancio ha disposto una indennità di 600 euro, successivamente estesa anche ad aprile dello scorso anno, in favore di professionisti e lavoratori con rapporto di collaborazione coordinata e continuativa, lavoratori autonomi iscritti alle Gestioni speciali dell’Inps, lavoratori stagionali del turismo e degli stabilimenti termali, settore agricolo e lavoratori dello spettacolo.
«In Abruzzo, la categoria maggiormente interessata è stata quella dei lavoratori autonomi», ha dichiarato Busacca, «con il 74,5% del totale delle domande accolte, seguita dai lavoratori del settore agricolo, dai lavoratori con rapporto di collaborazione coordinata e continuativa e dagli stagionali del turismo. I lavoratori dello spettacolo rappresentano solo l’1,5% delle categorie interessate con 481 domande accolte».
REDDITO DI CITTADINANZA
Nel 2019, secondo i dati dell'Osservatorio statistico Inps, i nuclei percettori del reddito di cittadinanza, al netto dei decaduti dal diritto, ammontano in Abruzzo a 20.332, che corrispondono a 48.434 persone coinvolte, con un importo medio mensile erogato di 492,2 euro. Il flusso finanziario in uscita ammonta a circa 120 milioni di euro. Per la pensione di cittadinanza, invece, le famiglie aventi diritto sono 3.015 con 3.447 persone coinvolte e un importo medio mensile erogato di 234,39 euro. In ambito regionale, Pescara registra la più alta percentuale di nuclei percettori di reddito di cittadinanza, il 27,96% del totale e della pensione di cittadinanza (29,63%). Numeri che, lo scorso anno, sono cresciuti notevolmente con 27.843 nuclei beneficiari di reddito di cittadinanza e 63.576 persone coinvolte per un importo medio erogato di 527,52 euro. Per quanto riguarda la pensione di cittadinanza le famiglie beneficiarie sono 3.216, con 3.679 coinvolte e una pensione media di 247,2 euro. Per quanto riguarda, invece, l’indennità di disoccupazione, si registra un andamento decrescente: nel 2020 ci sono state oltre 3.000 domande in meno, rispetto all'anno precedente, forse per il blocco dei licenziamenti.
ISPEZIONI
L’attività di vigilanza, volta a contrastare i fenomeni di evasione contributiva, ha portato nel 2019 ad un accertato da recuperare pari a 6,1 milioni di euro e minori uscite per prestazioni indebite che superano i 2 milioni di euro. L’azione ispettiva per il contrasto al lavoro irregolare e all’evasione contributiva ha prodotto 589 accertamenti ispettivi con 6.322 lavoratori in nero e irregolari scovati e 21,7 milioni di euro di contributi evasi accertati. 759 i rapporti di lavoro fittizi annullati e 3,8 milioni di euro lordi, di minori uscite, per prestazioni non dovute.(m.p.)
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