Elaiotecnica, chiusura in tre anni

7 Maggio 2017

Città Sant’Angelo. Riordino del ministero per il centro dell’olio aperto nel 1972

CITTA’ SANT’ANGELO. La chiusura definitiva è prevista in tre anni. Sono 45 quelli di attività dell’ex Istituto Sperimentale per la Elaiotecnica di Città Sant’Angelo, finito al centro del percorso di riordino della ricerca agricola imposto da una legge del 2014, che prevede una razionalizzazione della rete nazionale di ricerca nel settore delle scienze agrarie.
Il centro angolano, spiega il tecnico Arnaldo Serraiocco, rappresentante per la sicurezza dei lavoratori, è «noto per le sue ricerche e i contributi scientifici nei settori dell’olio d’oliva, delle olive da tavola e dei sottoprodotti. Dopo 45 anni, termina formalmente l’attività scientifica». Serraiocco ripercorre le vicende che hanno portato alla situazione attuale dell’ex istituto, «ora denominato centro di ricerca per l’Olivicoltura e l’industria olearia, (Crea-Oli). Questa soluzione arriva al termine di un percorso di riordino della ricerca agricola, imposto all’ente Crea (consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria) dalla legge 190 del 23 dicembre 2014».
La legge ha previsto la «razionalizzazione della rete nazionale di ricerca nelle scienze agrarie, attraverso la riduzione di almeno il 50% delle 87 strutture di ricerca e sperimentazione» gestite dal Crea sotto la vigilanza del ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali. «Il progetto è stato elaborato da un pool di esperti-commissari, che hanno proposto il piano degli interventi per migliorare l’efficienza organizzativa e economica. Piano finalizzato all’accorpamento, riduzione e razionalizzazione delle strutture attuali» aggiunge. «Il piano ha previsto la formazione di dodici centri di ricerca, oltre alla sede centrale di Roma, ognuno dedicato allo studio, alla ricerca e alla sperimentazione in un settore specifico delle scienze agrarie, articolati a loro volta in sedi periferiche afferenti, per un totale di 40 strutture».
Tutto ciò ha portato allo scorporamento della sede di Città Sant’Angelo: «Lo studio e la ricerca sull’olivo saranno di competenza del centro di Olivicoltura, frutticoltura e agrumicoltura di Rende (Cosenza), mentre lo studio e la sperimentazione sugli aspetti tecnologici della trasformazione delle olive saranno di competenza del centro di Ingegneria e trasformazioni agroalimentari di Monterotondo (Roma), al quale sarà accorpata la sede di Città Sant’Angelo e il relativo personale. Dal 1° maggio, la nostra sede ha cambiato denominazione: entro tre anni è prevista la chiusura definitiva. Il personale sarà trasferito in alcuni locali messi a disposizione dalla Regione Abruzzo in contrada Bucceri, a Villanova di Cepagatti, un tempo occupati dai tecnici dell’Arssa».
Rosa Anna Buonomo
©RIPRODUZIONE RISERVATA