Elena e Margherita spose «Un colpo di fulmine»
Prime a unirsi in matrimonio con la Cirinnà in Abruzzo: «Ci siamo amate subito ma sono passati anni prima di metterci insieme. Ora siamo mamme e felici»
PESCARA. «Non siamo diversi dagli altri, nella vita per noi contano i nostri figli, l'amore, la famiglia e i valori. Ci conosciamo da anni, ci amiamo e abbiamo voluto questo matrimonio perché adesso c'è questa legge Cirinnà che rappresenta un importante passo avanti in Italia per i diritti civili degli omosessuali. Un orgoglio poterci sposare nel nostro Paese, del resto siamo italiane e fiere di esserlo».
Spiegano così, di getto, con parole semplici dal valore universale che restituiscono tanta tenerezza ma anche maturità e consapevolezza, Margherita Montefalcone, di Spoltore, e Elena Cornacchia, di Pescara, entrambe 47enni, la loro decisione di unirsi in matrimonio, lunedì prossimo al Comune di Spoltore, con la procedura dell'unione civile.
Andranno a sposarsi – e sarà la prima coppia omosessuale a farlo in Abruzzo – per ufficializzare un legame sentimentale che vivono già quotidianamente da due anni, da quando cioè sono andate a vivere insieme a Sambuceto. Un legame lontano anni luce da qualsiasi forma di morbosità, dagli stereotipi e dai luoghi comuni sulle relazioni tra persone dello stesso sesso. La loro storia è iniziata ben 17 anni fa. Avevano 30 anni. Margherita, dipendente della Asl di Pescara, prima di allora non aveva mai avuto altre storie con donne, invece Elena, che gestisce una pizzeria, ha avuto sempre le idee più chiare sul suo orientamento sessuale e ha fatto coming out dichiarando in famiglia la sua omosessualità che aveva 18 anni.
«Il nostro è stato un colpo di fulmine. Io sono letteralmente impazzita per lei al primo sguardo e ancora oggi mi emoziono allo stesso modo», racconta Elena. «Ma all'epoca non siamo state insieme a lungo. In seguito, ho rispettato la scelta di Margherita, che era ancora un po' confusa, di avere un figlio e una famiglia tradizionale. Ci siamo allontanate, a volte riviste, ma le nostre vite sono andate avanti su strade diverse, tra alti e bassi come per tutti. E quando 2 anni fa ci siamo ritrovate abbiamo capito che non potevamo stare l'una senza l'altra. Non contava il tempo passato, ma solo il nostro sentimento, che era ancora lì immutato. Io credo nell'amore e lei per me è l'amore vero». Nel frattempo Elena e Margherita sono anche diventate madri, di un ragazzo che oggi ha 16 anni la prima, di una bambina nata 9 anni fa la seconda. «Da allora non ci siamo più lasciate», aggiunge Margherita, che prima di andare a vivere con Elena ha lasciato il suo compagno. «Abbiamo due figli e con questo matrimonio intendiamo in qualche modo tutelare anche loro. Certo mia figlia ha un padre e sempre lo avrà, ma se dovessi morire vorrei che nella vita di mia figlia, oltre al papà, ci fosse Elena. Anche noi adesso possiamo essere una famiglia riconosciuta a tutti gli effetti, con l'amore che ci unisce e con gli impegni della nostra quotidianità, che sono tanti e come quelli di tutte le altre mamme, perché noi siamo due madri normalissime e impegnatissime, tra lavoro e figli».
E' stata Elena a chiedere a Margherita di sposarla 2 anni fa. Avevano pensato di andare all'estero, come tante coppie omosessuali, a celebrare le nozze, ma hanno preferito aspettare che l'Italia si adeguasse con la normativa sulle unioni civili agli altri Paesi europei. Ora che la legge finalmente c'è, Margherita e Elena andranno fiere in Comune a promettersi amore a vita davanti a un pubblico ufficiale dello Stato.
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