Elettricità e telefono Ecco gli aumenti di luglio

Non tutti sanno, nonostante la legge sia del 2007, che si può chiedere il bonus Tutti i requisiti e le modalità per averli e risparmiare sulle bollette domestiche
PESCARA. Un aumento dell’1,9% che farà salire a 566 euro, su base annua, la spesa media della famiglia italiana-tipo per la corrente elettrica. L’aumento, legato ai maggiori costi per l’approvvigionamento della materia prima sui mercati internazionali, è scattato già dal primo luglio. Nello stesso periodo, la stessa famiglia per il gas spenderà circa 1.150 euro. Sempre dal primo luglio, infatti, è scattata la riduzione del 6,9% delle tariffe grazie a una decisione di Arera, l’authority per l’energia. «Gli aggiornamenti», informa l’Arera, «sono prevalentemente legati ai previsti andamenti nel prossimo trimestre dei prezzi delle materie prime nei mercati all’ingrosso dell’energia, nazionali ed internazionali». E, ciliegina sulla torta, anche alcuni gestori di telefonia mobile a luglio aumenteranno le tariffe base di 2-3 euro. Gli aumenti sono già stati comunicati, come prevede la legge, con un sms inviato con 30 giorni di anticipo.
RISPARMIARE SI PUÒ. Nonostante siano state introdotte dal 2007, tutti sono al corrente del fatto che esistono delle facilitazioni per le famiglie in difficoltà economica, che in Italia sono quasi 4 milioni, e che non riescono a pagare le bollette. A disposizione ci sono i bonus energia elettrica, gas e acqua. Per chiederli c’è bisogno di alcuni requisiti; il primo fra tutti, e il più importante, è il reddito Isee. Per accedere alla misura basta recarsi al Comune di residenza, oppure al proprio Caf che provvederà a inoltrare la pratica. I bonus sono cumulabili fra loro e hanno validità annuale.
IL PATRIMONIO. Per avere diritto alle agevolazioni, bisogna avere un reddito Isee familiare non superiore a 8.107,5 euro l’anno; il tetto sale a 20mila euro se si hanno più di tre figli fiscalmente a carico.
BONUS ELETTRICITÀ. Spetta solo ai cosiddetti “clienti domestici”, ed è calcolato in base al numero dei componenti del nucleo familiare; varia da un minimo di 112 euro a un massimo di 165 euro l’anno (vedi tabella); viene “pagato” attraverso una detrazione nella bolletta elettrica e suddiviso nel corso dell’anno. Sulla bolletta sarà possibile visionare l’importo ricevuto in detrazione.
BONUS GAS. Anche per ottenere il bonus gas sono richiesti i requisiti Isee di prima. In questo caso l’importo varia in base alla zona climatica di residenza (più è fredda, tanto maggiore sarà lo sconto in bolletta), e ai componenti del nucleo familiare. Lo si può chiedere solo per l’immobile nel quale si risiede, anche in presenza di un impianto centralizzato (in caso di condominio). Calcolare il risparmio è abbastanza complesso. In generale, si va da un minimo di 72 a 266 euro l’anno.
BONUS ACQUA. Molto più semplice dei precedenti, consiste nell’erogazione gratuita di 50 litri di acqua al giorno, pari a 18,25 metri cubi all’anno) per ogni componente del nucleo familiare. La quota gratuita viene detratta dal consumo totale, in modo da pagare solo la differenza.
IL CODACONS. L’aumento delle tariffe elettriche, seppur moderato, e la diminuzione di quella del gas, secondo il Codacons, non sarà un buon affare per le famiglie italiane, considerando che in estate aumentano i consumi elettrici e diminuiscono quelli per il riscaldamento. Luglio rovente sul fronte delle tariffe praticate ai consumatori. «Un aumento», dice l’associazione dei consumatori, «che avviene proprio nel momento di maggior consumo di elettricità da parte delle famiglie, in relazione all’utilizzo massiccio di condizionatori e sistemi di climatizzazione che avviene proprio in questi mesi, e che avrà un forte impatto sulla spesa energetica degli utenti».
Aumenti che colpiranno, spiega il responsabile del Codacons Abruzzo, l’avvocato Fabrizio Foglietti, soprattutto le fasce sociali con bassa capacità di spesa, come i pensionati o le famiglie monoreddito. Una situazione, dice il responsabile dell’associazione dei consumatori, che fa il paio con una riduzione progressiva del tenore di vita dovuto proprio alla riduzione della disponibilità economica.
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