Elezioni a Pescara, Fusilli: «Spero nel ballottaggio, adesso si governa alla giornata»

Il candidato di Italia Viva a Rete8: «In caso di secondo turno appoggerei l’alternativa a Masci». Sulla fusione con Montesilvano e Spoltore: «Dubbi sul 2027, ma in ogni caso io non correrò»
PESCARA. «Io credo che si stia trattando questa campagna elettorale un po’ come le curve da stadio in cui tutto ciò che il tuo avversario, quasi un nemico, dichiara, descrive e racconta è sbagliato mentre ciò che viene dalla propria persona è corretto». Così Gianluca Fusilli di Italia Viva, uno dei quattro candidati sindaco che si presenta alle elezioni bis dell’8 e 9 marzo (eventuale ballottaggio il 22 e 23 marzo) con una base dell’1,73%. «Penso che bisogna considerare la competizione elettorale anche come un momento di confronto e di riconoscimento delle capacità e del contributo che può dare l’altro», riflette Fusilli che sogna un futuro di collaborazione possibile nonostante denunce e ricorsi: «Sono convinto che Carlo Masci, Carlo Costantini e Domenico Pettinari, tolta questa prima fase di scontro, anche giudiziario, poi ritroveranno una postura istituzionale utile a che i prossimi anni ridiano a Pescara una maggioranza e un’opposizione in grado di collaborare per il bene comune».
Durante lo Speciale Elezioni andato in onda ieri su Rete8, Fusilli dice: «Il ballottaggio? Spero che ci sia così tutta la città si potrà esprimere». E in caso di secondo turno, chi appoggerebbe? «Guardo con maggiore attenzione all’alternativa perché sono convinto che a Pescara un cambio di passo sia necessario». Secondo Fusilli, su infrastrutture, commercio e Nuova Pescara, «non è stato fatto nessun passo avanti nell’ultimo anno e 7 mesi: penso che si governi un po’ alla giornata, in maniera emergenziale e che non ci sia un’idea chiara del futuro».
Sulla Nuova Pescara, l’ex deputato rivela: «Confesso un segreto: nella consultazione elettorale referendaria rispetto alla Nuova Pescara io votai no, perché non ero convinto a quel tempo che il più grande fosse necessariamente migliore. Poi, ho cambiato idea». E sulla data di partenza della città unita, fissata al 1° gennaio 2027, Fusilli dice: «Ho molti dubbi, finora non si è riusciti neanche a trovare un accordo sullo statuto». Ma se nel 2027 si andasse alle urne per eleggere il sindaco della città unita, Fusilli sarebbe tra i candidati? «Assolutamente no, ma sarò comunque certamente a supporto, perché ho la passione per la partecipazione politica e democratica, di chi vorrà assumersi questa responsabilità con un programma chiaro di valorizzazione di tutte le opportunità che questo processo potrà necessariamente darci. Penso ad esempio alla possibilità di una nuova programmazione urbanistica integrata tra tutti i territori». E allora chi potrebbero essere i candidati secondo Fusilli? «Sui migliori in campo, i nomi sono tanti: parlo di quelli in esercizio e dico che, secondo me Luciano D’Alfonso e Lorenzo Sospiri, sarebbero due competitori in grado di assumersi questa responsabilità. Con questa risposta, so di essermi fatti tanti nemici ma ogni tanto è anche necessario».
Fusilli boccia l’amministrazione Masci sul commercio e anche sulla movida, a partire dall’ordinanza Cenerentola con lo stop alle bevande a mezzanotte: «Ho un giudizio molto negativo sulla postura che ha assunto questa amministrazione e anche la precedente rispetto alla realtà commerciale, ma non tanto per i provvedimenti contingenti», spiega il candidato di Italia Viva, «ma proprio perché è evidente che è mancata e manca ancora un’idea programmatica al futuro: si governa il presente in base alle emergenze. Sul Centro, nei giorni scorsi, il sindaco Masci ha sostanzialmente detto che quando interviene una sentenza del giudice non si può fare che applicarla, ma io non credo che sia questo il compito dell’amministrazione: dato che l’amministrazione si basa anche sulla politica, il compito più alto della politica è quello di trovare un compromesso tra interessi confliggenti». Anche su questo, Fusilli invita al dialogo: «Bisogna ricominciare a dialogare. Fatevi un giro per Pescara Vecchia e vedete quante attività hanno chiuso o hanno l’ambizione di chiudere», osserva Fusilli, «la favola di Cenerentola si chiude con il lieto fine del principe che ritrova la ragazza con la scarpetta, ma in quest’altra storia probabilmente vincerà la strega, cioè la chiusura delle attività commerciali».
Le priorità di Pescara per Fusilli sono le infrastrutture: «Questa città ha una sorta di maledizione, non ho mai capito perché ciò che altrove è una risorsa a Pescara è sempre stato un problema, come il fiume e il porto». Sui cantieri dell’A14, Fusilli dice: «Stiamo vivendo una condizione di invalidità civile». E potesse fare una cosa subito? «Contatterei un elettricista per capire quanto tempo ci vuole a mettere i temporizzatori ai semafori con le telecamere, i famosi T-red».

